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    October 16

    Anche l'ultima ballerina se ne è andata

    La saggezza? L’arte di distaccarsi

    E.M.Cioran
     
    Anche l'ultima ballerina se ne è andata, chiudendo la porta di questo teatro.
    Ha lasciato un messaggio stavolta: "Parto per un tango argentino". Bene, che parta.
    Questo teatro ha bisogno di una riverniciata, e il sipario ha troppe pezze,
    che mi chiedo a cosa serva oramai. La scenografia è caduta sulla destra,
    e il pianoforte sotto il palco, è scordato nelle tonalità alte.
    E quella luce, cosi' moscia moscia, che tristezza!
    Si son portati via il leggio, gli spartiti. Che in effetti,
    che cosa servono se non li sai leggere?
    Belli da vedere, si ma inutili, quasi sibillini.
    Sibillini, che bella parola. Come quel nome,
    di quell'ultimo show, quello spettacolo,
    oddio, non ricordo, eppure ero là, c'ero!
    Lo dirigevo, per Giove, e lo avevo scritto io.
    Ma dove stanno gli occhiali, in questo buio,
    che mi dà fastidio, non mi lascia vedere.
    Trovati! E' tutto come pensavo, tirare,
    pitturare, dipingere e comprare.
    Questo teatro cade a pezzi.
    Finalmente.
     
     
    August 28

    Burn after reading

    Che fai tu, luna, in ciel? dimmi che fai,
    silenziosa luna?
    Sorgi la sera e vai,
    contemplando i deserti; indi ti posi.
     
    G.L. juventino
     
    Caro amore
     
    Ti scrivo come non ho mai fatto prima,
    con una penna, dell'inchiostro e della carta; direi molto semplicemente.
    Il motivo non ce l'ho, forse mi mancavi, forse ti ho sognato in un letto straniero.
    Forse non avevo altro da fare, non ha importanza.
    Non preoccuparti, non mi farà male.
    Il dottore mi ha assicurato che ti posso pensare, che la crisi è passata.
    Ora sto bene, non mi fermo più davanti alle vetrine a guardare sul mio viso i segni del tuo passaggio.
    Non ho più graffi, nè quel brutto trucco nero intorno all'occhio.
    Non ho più  niente che mi ricordi te, ti ho superato.
    E già mi fermavo oggi a guardare, a quante cose dovrei restituirti, che sono tue.
    Mi guardano e mi spiano, e a volte non riesco proprio a sopportarle. Me ne devo disfare.
    Ti ridò indietro questa maglietta con questa scritta stupida.
    Dice: "Danger i'm in love". Non ti preoccupare, non c'è pericolo che tu la perda.
    E' gialla, con le scritte blu, come quel Cd che mi hai regalato tu.
    Erano le nostre canzoni, quelle che ti piacevano tanto e che a ogni viaggio mi facevi ascoltare.
    Ma a me piace il metal, e tu non l'hai mai capito. E le canzoni melense e lente sono buone solo per i funerali.
    Ti ridò questa chitarra scordata. Ho provato a cambiare le corde, a girare le chiavi, a graffiare la cassa. Niente non cambia.
    Suona male, lenta, incolore, deve essersi inceppato qualcosa nei meccanismi dentro.
    Ti ridò questi libri su cui tanto ho studiato. Ci sono i disegnini sconci che facevo quando attento non ero, quando guardavo la ragazza della fila davanti,
    a lezione, e la immaginavo nuda, sopra di me, a occhi chiusi. Era puro divertimento, goliardia, io quella ragazza non l'ho mai toccata, stanne certa.
    Ti regalo questo amarcord, questo biglietto andata e ritorno, in occasione di quella mostra in centro a Milano, di quell'artista che ti piaceva tanto.
    Io di arte non ho mai capito niente, ma quel giorno non era servito a nulla dissimulare. Tu eri arrivata in ritardo, il tuo tram aveva investito un cagnolino,
    si era fermato, per 45 minuti, e noi, che puntavamo all'orario pre-chiusura, ci siamo dovuti accontentare di un cartello: "Chiuso". Espressivo, diretto. Senza doppi sensi, come piace a me.
    Ti ridò la mia prima sigaretta. Quella che mi hai tolto dalla bocca, perchè odiavi il fumo. E odiavi l'accoppiata me e il fumo. E per togliermela, mi hai baciato, con quel tuo alito al sapore amaro di qualcosa che non ho mai colto. E per baciarmi mi hai leccato, mentre io mi spostavo, sul naso.
    E ti ridò questi racconti, che avevo scritto per te, perchè ti piaceva quando ti raccontavo storie, e con quello sguardo divertito, mi facevi credere che mi credevi.
    Salvo poi prendermi in giro, con tutti i tuoi amici. Bonariamente.
    Ne avevo scritto uno, l'ultimo, su un bimbo gigante, che non voleva crescere e non voleva diventare orco. Quando tutti sanno che quello è il suo destino.
    In un pacco troverai il mio cellulare, la mia carta di credito, e la mia patente. Anche queste, te le puoi tenere. Potrei cancellare tutti i numeri, clonare la mia carta e cambiare identità. Mi costerebbe troppa fatica. Dandotele, sono sicuro che te ne dimenticherai presto, e che presto scadranno. E potrai ridere dei messaggi salvati, quelli che solo gli stupidi e gli innamorati sanno scrivere. Che la differenza non è mai tanta, fortunatamente.
    E ti ridò questo mare, questo stupido, noioso mare davanti a me. Che non si stanca mai di sbattere la testa sugli scogli di questo promontorio. Che continua a ingurgitare pesanti sassi e qualche sporcizia. Gridando qualche volta, quando nessuno lo può sentire.
     
     
     
     
    August 10

    Confessioni pericolose

    Ore infinite come costellazioni e onde

    spietate come gli occhi della memoria
    altra memoria e no basta ancora
    cose svanite facce e poi il futuro
     
    Anime Salve-Fabrizio de Andrè
     
    Confesso che quel giorno non avrei voluto fare niente. Niente di più di quello che facevo di solito. Ossia oziare in mutande davanti alla finestra, aspettando che il sole calasse sulla mia biancheria, ascoltando la voce degli alberi alle prese con la brezza estiva.
    E invece decisi di mettermi in marcia, per provare a raggiungere quei quattro amici che poche ore prima erano passati sotto la mia finestra alla ricerca di un compagno di avventure. E di una strada alternativa.
    Li avevo visti scendere a passo svelto per il grande prato che circonda la mia abitazione ed essere inghiottiti dal fitto bosco, uno ad uno,come nei più classici dei film fantasy. Un breve cenno della mano era stato tutto ciò che avevo concesso loro. Era incredibile come stessi incredibilmente bene quel giorno.
    Ma mi sentivo strano, e decisi di non star da solo. Si sa che la solitudine, unità con le mutande di lino è irritante e porta a brutti problemi.
    Scarpe, maglietta e cappello. E come un perfetto indigeno mi misi a correre giù per la vallata, fino a farmi inghiottire, io piccolo Giona, da quella balena verde e profumata.
    Li trovai in poco tempo, dispersi nel bosco. O meglio non proprio dispersi, perchè, si sa che, perdersi presuppone una mancanza di orientamento, una incapacità a ritrovare la strada da dove si è venuti, un senso di smarrimento, e una completa assenza di volontà in quell'atto stesso. Loro sembravano non avere alcuna di queste caratteristiche. Li avrei definiti, più, disciolti, diluiti nel bosco che dispersi. Un atto naturale in un ambiente compatibile.
    Così mi disciolsi anche io con loro, e divenni parte integrante dei suoni di quella zona.
    Parlavamo di temi che la gente normale considerava banali, io e i miei quattro amici. Il pittore J., cieco dalla nascita, ci illustrava come la luce del mattino risultasse un grandioso e succulento mistero, avendo delle oscillazioni che in situazioni diverse della giornata non comparivano. Lo sentiva dal calore lui, dai raggi del sole che lo andavano a toccare e stimolavano il suo pensiero.
    M, poeta e musico analfabeta, faceva il verso a questo discorso senza senso, bestemmiando dall'alto del suo metro e venti, improperi e ingiurie a chi si piegava a questi discorsi terreni. Ne avrebbe scritto un poema, sulla corruzione della società, non più in grado di fissarsi, nei suoi tentacoli dispersi per uno spazio troppo ampio, sulla bellezza delle piccole cose: il canto del gallo la mattina, le brioche appena pronte, un semaforo lampeggiante, una macchina che sorpassa a destra.
    "Artisti..." pensava H., direttore di un coro di muti, a cui lui, scientificamente, aveva trovato il modo di comunicare in collettivo. Ero stato a un loro concerto, in un giorno  in cui non lavoravo, e avevo notato come fosse incredibile e stucchevole la capacità di quell'organico di rispettare le pause musicali, e di lasciare libero spazio all'ascoltatore alla interpretazione dei  suoi brani. Il risultato era che mi ero sentito come se quel concerto l'avessi completamente immaginato, o autosuonato.
    Nel pensare artisti, prendeva le distanze, lui che la musica, e quindi l'arte, l'aveva meccanicizzata e standardizzata: in frequenze da prendere e riprodurre. Aveva teorizzato e riprodotto in sequenza anche le stecche, togliendole dal magico mondo del random. Tutto questo in meno di vent'anni, visto che prima aveva passato gran parte del suo tempo in una casa di riabilitazione svizzera, vittima di continui attacchi di schizofrenia. Mi aveva raccontato un giorno di questo suo periodo, in cui credeva fermamente di essere spiato, e controllato dalla mafia russa in combutta col Governo e con le televisioni. Solo dopo otto anni era riuscito ad uscire dal tunnel, convincendosi che le tre cose fossero incompatibil e mai conciliabili.
    Io, tra quei capoccioni, avevo il mio gran bel daffare, e allenavo la mente, finalmente uscendo dall'ozio intellettuale e stimolando le mie fantasie E le mie riflessioni più profonde. Perchè si sa che le migliori ispirazioni arrivano da gente illuminata.
    July 13

    Se solo il cielo...

    "Qui o altrove, tenente, siamo tutti da qualche parte per sbaglio."
     
    Il deserto dei tartari
     
    Viaggiando in autostrada, su una macchina non mia, in un paese non mio, senza neanche una meta troppo precisa, mi sarei volentieri fermato a pensare. Se non fosse stato che andavo a 130 all'ora e che, fermarsi in corsia di sorpasso, equivale a un suicidio.
    Mi sarei fermato a pensare a tante cose: ma principalmente a una finestra, quella di camera mia, da dove vedo, in lontananza, nascosto dalle case e dagli alberi, un campanile. Di quel campanile non conosco la confessione; non so se il Signore sia venerato là, attraverso immagini, parole o semplici pensieri. So solo che se ne sta nascosto lì in fondo alla mia finestra.
    E' come se mi attendesse. Lui sa che io ne sono attratto, che non mi farei molti problemi, a riconoscerlo evangelico, calvinista, riformato o chissà che altro (e in questo paese c'è anche il chissà che altro). Che quella stanza, dalle luci diffuse,che gli sta sotto,  con quei passi che rimbombano di tanto in tanto nel vuoto, per una questione di attaccamento infantile e non, rappresenta per me una sorta di casa, e di rifugio.
    Da cui a volte mi allontano.
    Non per ribellione, nè per protesta. Ok forse alcune volte, alzerei la testa e protesterei (protestante cattolico in un paese di cristiani protestanti, forte questa). Ma il più delle volte me ne allontano per un senso di inadeguatezza.
    L'abisso che separa la vita reale, con le sue tentazioni, e i suoi continui azzardi, dalla vita immaginaria, certe volte mi costringe a guardare il tutto da un po' più lontano, come un pubblicano, direbbe qualcuno.
    Non al denaro, non all'amore...Se avessi il cielo, troverei il secondo, e del primo probabilmente me ne importerebbe poco o nulla.
     
     
    June 15

    Non al denaro...

     And I discovered that my castles stand
    Upon pillars of salt and pillars of sand

    Coldplay-Viva La Vida

     

    Considero un uomo di successo colui la cui libertà è pagata al più caro prezzo. E combatto di giorno in giorno per avere in tasca il maggior numero di foglietti colorati. Voglio un partner bello, intelligente, da mostrare al pubblico come l'ultimo modello di automobile; d'altronde preferisco un mezzo di trasporto al trasporto emotivo. Ho un tetto colorato, che sfida il cielo, rinforzato da pareti di cemento pesante, color bianco candido. La mia casa è la mia fortezza, e non c'è niente che la possa invadere, senza il mio consenso, senza un mio gesto.
    Ho un guardaroba di identità diverse, e passo dall'essere elegante e formale all'essere selvaggio e accattivante. Ho occhi diversi giorno per giorno, a seconda del sole e della pioggia. Mi faccio chiamare con i nomi più disparati, dottore, avvocato, professore, e molte volte dimentico il mio stesso nome. E da dove arrivo.
    E le mie scarpe dai tacchi di metallo risuonano nell'aria, allontanandomi dalla sporca terra, dalle ceneri delle persone che ho bruciato per arrivare fin qua.
    E la mia voce risuona nelle radio private, e la mia faccia è in televisione, e sono sulla bocca di tutti. E sono solo, sulla bocca di tutti.
    Ho scelto i miei valori su un settimanale di culto. Dopo un attento quiz a crocette ho capito chi sono e cosa diventerò. E sono arrivato fin qua con un programma ben preciso, partendo dallo scopo finale, e risalendo via via la corrente del successo, passando per una educazione di prima classe, stage, master, corsi di specializzazione.
    Sono il primo nella mia materia. E sono solo, nella mia materia.
    E la sera torno a casa, e non ho altro a cui pensare se non al giorno dopo, e al denaro che piano piano come un fiume inesorabile appesantisce le mie casse, e le mie tasche.
    E sogno un giorno di ritrovarmi, solo, su quel foglio verde, nelle mani di tutti.
    Un viso, inespressivo, amico di una morte che tutto livella.

     

    June 03

    Non all'amore

     
    Guardate il sorriso guardate il colore
    come giocan sul viso di chi cerca l'amore:
    ma lo stesso sorriso lo stesso colore
    dove sono sul viso di chi ha avuto l'amore.
    Dove sono sul viso di chi ha avuto l'amore.

    Fabrizio de Andrè

     

    L'ho perduto

     

    l'ho appoggiato sul fondo di una tasca,
    e aspettavo da tempo che succedesse,
    che si bucasse.
    Maledetta tasca, pesante come un sasso
    e io che ci avevo messo tutto!
     
    L'ho smarrito
     
    accorgendomi a poco a poco del burrone,
    che pian piano inghiottiva il mio tesoro;
    maledetto foro!
    Creato dal nulla, dipinto nell'immaginazione,
    di un cervello eccitato, e prima che poi pentito.
     
    L'ho chiamato:
     
    "Ehi tu!", e cadeva leggero , lungo il mio corpo
    via via fino ai piedi, fino alla polvere;
    non un cadavere
    ma un ferito, da un colpo
    dalla gravità, della situazione, accoppato.
     
    Non rispose.
     
    Ahimè, se non prima di appoggiarsi a terra,
    sentii una voce, quasi piena di stupore.
    Mi disse:
    "Come? Non hai forse lasciato tu quella lama da guerra,
    verso il basso, rivolta, a consumare il cotone?"
     
    A tagliare il tessuto a indebolire i legami
    a falciare feroce le mie fondamenta
    a schiacciarmi in un angolo senza un'uscita
    a non darmi speranza a finir la partita.
     
    Mi bloccai
     
    e con l'amore ferito, parlavo d'amore
    e pensavo: " Che pazzo ad averlo nascosto,
    l'ho soffocato!"
    e con la pelle umida, bagnata col sale
    da terra lo presi e lo accarezzai.

    May 12

    Work in progress

    “Over and then, last call for sin
    Well everyone’s lost, the battle is won
    With all these things that I’ve done…”
     
    Killers
     
     
    Ci tenevo a specificare che ho raggiunto l'ultimo obiettivo della lista qua sulla destra. Ci tenevo a precisarlo, con un po' di settimane di ritardo, ore, giorni che dovevano servire a rendermi conto del passaggio. Ma che in effetti non mi hanno proprio sconvolto. Sarà che sono impegnato a pensare ad altre cose, e che lo ritenevo un traguardo già acquisito da un po', che per osmosi o diffusione si sarebbe avvicinato a me.
    Ci tenevo a precisarlo perchè c'è gente che vorrebbe che me ne rendessi conto. Che qualcosa è cambiato. Che i weekend ora sono liberi, che la sera non c'è da pensare all'esercitazione del giorno dopo, che per la cultura personale è necessario darsi da fare da soli.
    Ecco, se devo dire la verità, l'unica cosa di cui mi sono reso conto è che ho fatto e avuto tante belle cose in questi anni, che forse vale la pena di ricordare, e che forse sono parte integrante di questo traguardo. Di qui un elenco, che probabilmente dovrebbe essere aggiornato di ora in ora:
     
    1. Sono Laureato;
    2. Sono rimasto sveglio una notte intera a scrivere e studiare;
    3. Ho parlato almeno cinque lingue, di cui una senza farmi tanto capire, ma non è stato un vero problema;
    4. Ho giocato a pallone a piedi scalzi per strada
    5. Ho fatto il bagno nell'oceano
    6. Ho dormito in un parco;
    7. Mi sono innamorato;
    8. Sono stato a un concerto degli Stones;
    9. Ho cantato su un palco; e ho anche suonato su un palco.
    10. Ho vinto una partita all'ultimo sangue a ping pong, a tennis, a calcio.
    11. Ho aiutato un amico.
    12. Ho visto le stelle cadenti.
    13. Ho fatto qualcosa di testa mia, e ho avuto ragione.
    14.  Ho chiesto scusa per quello che avevo fatto, sentendomi seriamente in colpa.
    15. Ho fatto ridere più di 50 persone contemporaneamente, senza usare le mani, e senza mettermi le mutande in testa.
    16. Ho battuto il mio capo a squash;
    17. Ho visto più di 20 Paesi nel Mondo;
    18. Mi sono perso in più di 30 città del Mondo;
    19. Mi sono ritrovato.
    20. Sono stato a New York;
    21. Ho dormito a Roma e Parigi, e Londra, e Berlino.
    22. Ho cantato talmente ad alta voce in macchina, da diventare afono. E non mi sono fermato se qualcuno mi guardava.
    23. Ho detto le famose due parole più belle del Mondo. Convinto di dirle. Ovviamente non si parla di Forza Milan.
    24. Ho detto addio ad una persona cara.
    25. Ho detto vaffanculo ad una persona cara.
    26. Ho visto una donna piangere per colpa mia.
    27. Ho visto una donna sorridere per merito mio.
    28. Ho detto una bugia.
    29. Ho contraddetto un professore. Avendo ragione.
    30. Ho capito che avevo fatto una cazzata.
    31. Sono stato felice per più di un'ora di seguito.
    32. Ho imparato a memoria una canzone, parola per parola, tono per tono.
    33. Non ho mai bestemmiato;
    34. Ho pensato più di una volta di partire, per dove non si sa.
    35. Ho fatto qualcosa per cui sono stato veramente fiero di me.
    36. Ho trovato un portafoglio pieno e l'ho restituito.
    37. Ho chiesto aiuto, perchè ne avevo bisogno.
    38. Ho avuto paura di morire. Sticazzi se ho  avuto paura.
    39. Ho rinunciato a qualcosa, a qualcuno. Per crescere un po'.
    40. Sono morto almeno tre volte in sogno. Però non sono mai resuscitato.
    41. Ho conosciuto Siddharta. Allego testimonianza, con baffi e panza.
    42. Ho conosciuto Gesù. Di lui non ho una foto,ma posso provare di conoscerlo. E di cercare di stargli dietro, anche se Lui, santi Numi...
    43. Sono stato a Gerusalemme e nel deserto.
    44. Ho pianto dal ridere.
    45. Ho pianto dal piangere.
    46. Ho degli amici veri.
    47. Ho una gran famiglia.
    48. Ho un bel po' di sogni.
    49. Ho stirato una camicia (stamattina, grande conquista)
    50. Ho capito che c'è ancora tanto da fare.
     
    Grazie, a chi di dovere.
     

    L'incredibile pensiero degli effetti collaterali

    Vecchia sporca Dublino per un figlio che ritorna sei una madre che attende al tramonto
    con la puzza di alcool coi baci e le canzoni per chi è stato un prigionero lontano
    c'è una bomba e una pistola, un inglese da accoppare e una divisa dell'esercito in verde
    ma è sempre soltanto la stessa vecchia storia e nessuna lo capirà.
     
    Morte di un poeta- Modena City Ramblers
     
     
    Sarebbe meglio che certi giorni me ne stessi spento, così da evitare di diffondere strani pensieri. Mi sono svegliato tre giorni fa e ho subito pensato all'effetto collaterale di essermi svegliato. Diciamo che l'ho anche sentito, visto che mi è uscita una spalla e non ho capito neanche come. Sopraffatto dal dolore fisico ho smesso con la masturbazione mentale, e ho cominciato a trovare un rimedio al problema. Tolte le possibilità del salto dalla finestra con conseguente caduta di spalla, di modo da dare un controcolpo, della preghiera ai vari dei dell'Olimpo, i quali tra l'altro esistono solo quando ti si presentano problemi del genere, della richiesta di aiuto ai vari enti internazionali (Croce Rossa, Croce Bianca, Unesco, Fao, Lady Oscar, ecc), l'unica soluzione rimaneva l'Aibuprofin della mia amica americana. Nonostante abbia sviluppato un'avversione profonda verso tutti i medicinali, tranne l'aspirina (l'aspirina è amica, sì), sapevo che questa pozione poteva essere la mia salvezza. Ho ingerito le due pasticchine arancioni, senza pensarci due volte. E senza leggere gli effetti collaterali. I quali tra l'altro sono sempre e comunque crisi epilettiche, morti nel sonno, catastrofi naturali in Myanmar, crisi coniugali, divorzi, e scandali in Tivù, nonchè sconfitte all'ultima giornata di campionato, e conseguente perdita della champions. Ma una volta stabilizzatasi la situazione, li ho letti, questi menagrami di side effects.
    E' un pericolo comune,comunque,  quello di considerare gli effetti collaterali prima di agire. Cioè, se io considerassi gli effetti collaterali di una partita a pallone con gli amici (possibilità di insolazione, possibilità di rissa, possibilità di sbagliare il rigore decisivo sul 2-2, rischio di rottura crociati e laterali, caviglie e malleolo, ecc) probabilmente me ne starei comodo comodo seduto sulla mia sedia, nella stanza che da un po' di tempo chiamo casa; ma anche questo avrebbe i suoi effetti collaterali (possibilità che mi venga il desiderio di bere una birra nel bel mezzo del pomeriggio, o una coca cola, con conseguente accumulo di aria e panza, poco moto, sistema cardiocircolatorio poco allenato, poca propensione alla vita di gruppo, con conseguente estinzione per processo di selezione darwiniana, a cui perarltro io continuo a credere fermamente). Allora forse deciderei di andare a correre da solo, così per tenermi in allenamento, evitando il contatto fisico con altre persone e stimolando il mio corpo in maniera ritmica e ripetuta, spostando di poco il mio baricentro dalla sua posizione di equilibrio, e quindi evitando grosse variazioni di energia potenziale. Ma tutto sommato questo mi porterebbe probabilmente a un incredibile senso di noia, di solitudine, di ripetitività condita da sempre le stesse canzoni nell'ipod, e perchè no, anche a un po' di calletti sulle dita dei piedi (li odio io i calletti sulle dita dei piedi). Allora ci penserei su un ultima volta. Ma anche questo avrebbe degli effetti collaterali: calo di concentrazione, crollo psicologico per non essere riuscito fino a quel momento a trovare una soluzione, conseguente ritorno allo stato fetale, necessità di affetto materno, e consumo eccessivo di latte, nesquick e pan di stelle.
    Il risultato di tutto ciò è la PARALISI FISICA E MENTALE. Quel senso di piattume derivato dalla troppa razionalità e dalla mancanza di istintività, che è un po' il risultato di anni e anni di utilizzo indiscriminato del cervello.
    Effetto collaterale (aridaie) è anche il fatto che la prossima volta nessuno ti dirà che si va al campetto a giocare a pallone. Il che è onta inaudita e severa.
    La paralisi fisica e mentale è il male della società. E' la morte dell'amore, come sosterrebbe anche Harrison in Within you without you. Mi immagino un mondo in cui tutti ci metteranno come minimo sei-sette anni prima di decidersi a sposarsi con il proprio amore. O forse addirittura tre o quattro anni per riuscire a capire che la persona che sta loro a fianco è il loro grande amore.
    Mi immagino bambini che al posto di uscire in giardino a giocare a pallone, considereranno l'ipotesi di invitare i loro amichetti a casa a giocare con la Wi, perchè così non ci si sporca le toppe delle tute (ammesso che esistano ancora le toppe delle tute).
    Mi immagino troppe cose, sarà l'effetto postumo dell'Aibuprofin.
    Diceva una vecchia scritta in una chiesetta di marinai e pescatori in un porto del sud dell'Inghilterra: Lord save me from the calm of the sea, give me wind, because i'm not afraid of the storm.
    Gli effetti collaterali sono il vento che nessuno vorrebbe, ma di cui tutti hanno veramente bisogno.
    April 15

    Come i cartoni animati giapponesi

    La vita non ha scopo,si svolge ovunque arbitrariamente,non importa un H se faccio questo o se faccio l'esatto opposto.
     
    The libertine
     
     

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    Ti pensavo oggi, mentre guardavo il mondo con gli occhi di chi è appena nato. Ti pensavo e dicevo, che grande invenzione la primavera.
     Mi fa rinascere ogni volta, e il freddo dell'inverno non me lo ricordo neppure, dal momento che è passato su di me mentre ancora stavo ben sotto le mie coperte; sotterrato dai pensieri e dalle angosce di quello che sarò e di quello che farò.
    Ora godo del fatto di essere qui, stabile, le mie origini profondamente radicate in questa terra, così nuova e così straniera.
    Ora godo e ti penso. Può sembrare difficile a te, credermi e credere che io ti possa immaginare. Dato che ti ho visto solo una volta, quando ancora non ero che il seme di quello che sono, non ho ben chiara la tua forma, i tuoi contorni e il tuo profumo.
    Ma poco importa, perchè il mio pensiero, aiutato dal vento, ti raggiungerà, e si fonderà con te.
    Non chiedermi di stare vicino a te.
    Sai che non posso, non ne sono capace.
    Resteranno i miei figli a farti compagnia, finchè anche loro diverranno vento, e polvere.
    Ma forse i miei sogni così bambini, così immaturi, già muoiono. Ecco, vedi? Arriva quella nuvola, proprio sopra di me. E un caldo liquido comincia a battermi prepotentemente addosso.
    I miei petali si spezzano sotto il peso dell'acqua. Ci rivedremo, torno fango.
     
    April 13

    La linea d'ombra

    La linea d'ombra
    la nebbia che io vedo a me davanti
    per la prima volta nella vita mia mi trovo
    a saper quello che lascio e a non saper immaginar quello che trovo
    mi offrono un incarico di responsabilità
    portare questa nave verso una rotta che nessuno sa
    è la mia età a mezz'aria
    in questa condizione di stabilità precaria
    ipnotizzato dalle pale di un ventilatore sul soffitto
    mi giro e mi rigiro sul mio letto
    mi muovo col passo pesante in questa stanza umida
    di un porto che non ricordo il nome
    il fondo del caffè confonde il dove e il come
    e per la prima volta so cos'è la nostalgia la commozione
    nel mio bagaglio panni sporchi di navigazione
    per ogni strappo un porto per ogni porto in testa una canzone
    è dolce stare in mare quando son gli altri a far la direzione
    senza preoccupazione
    soltanto fare ciò che c'è da fare
    e cullati dall'onda notturna sognare la mamma... il mare.

    Mi offrono un incarico di responsabilità
    mi hanno detto che una nave c'ha bisogno di un comandante
    mi hanno detto che la paga è interessante
    e che il carico è segreto ed importante
    il pensiero della responsabilità si è fatto grosso
    è come dover saltare al di là di un fosso
    che mi divide dai tempi spensierati di un passato che è passato
    saltare verso il tempo indefinito dell'essere adulto
    di fronte a me la nebbia mi nasconde la risposta alla mia paura
    cosa sarò? dove mi condurrà la mia natura?
    La faccia di mio padre prende forma sullo specchio
    lui giovane io vecchio
    le sue parole che rimbombano dentro al mio orecchio
    "la vita non è facile ci vuole sacrificio
    un giorno te ne accorgerai e mi dirai se ho ragione"
    arriva il giorno in cui bisogna prendere una decisione
    e adesso è questo giorno di monsone
    col vento che non ha una direzione
    guardando il cielo un senso di oppressione
    ma è la mia età
    dove si guarda come si era
    e non si sa dove si va, cosa si sarà
    che responsabilità si hanno nei confronti degli esseri umani che ti vivono accanto
    e attraverso questo vetro vedo il mondo come una scacchiera
    dove ogni mossa che io faccio può cambiare la partita intera
    ed ho paura di essere mangiato ed ho paura pure di mangiare
    mi perdo nelle letture, i libri dello zen ed il vangelo
    l'astrologia che mi racconta il cielo
    galleggio alla ricerca di un me stesso con il quale poter dialogare
    ma questa linea d'ombra non me la fa incontrare.
    Mi offrono un incarico di responsabilità
    non so cos'è il coraggio se prendere e mollare tutto
    se scegliere la fuga od affrontare questa realtà difficile da interpretare
    ma bella da esplorare
    provare a immaginare come sarò quando avrò attraversato il mare
    portato questo carico importante a destinazione
    dove sarò al riparo dal prossimo monsone
    mi offrono un incarico di responsabilità
    domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire
    getterò i bagagli in mare studierò le carte
    e aspetterò di sapere per dove si parte quando si parte
    e quando passerà il monsone dirò "levate l'ancora
    diritta avanti tutta questa è la rotta questa è la direzione
    questa è la decisione."
    April 09

    Notizie dal mondo

    "I know my chicken"
    Walter parlando di Silvio...
    "Tu madre"
    Silvio parlando bene di Walter
     
     
    Notizia del giorno: Police incontra Letta a Palazzo Chigi, per la questione Alitalia. Il piano di recupero Du Du Du da da da non funziona.
     
    Notizia del giorno parte seconda: WTA amelie Island: Sara Errani già fuori.
    E' lì che aspetta da cinque giorni di entrare nel circolo.
     
    Notizia del giorno parte terza: se cerco su google il programma elettorale di Antonio di Pietro, mi si aprono gli strumenti per le lingue.
    Se cerco su google il programma elettorale del PD, mi esce fuori la scritta: forse cercavi il Tuca Tuca?
    Se cerco su google il programma elettorale del PDL, internet salta. E non scherzo.
     
     
    Altre riflessioni: sillogismo del giorno: I biglietti per tornare in Italia per le elezioni costano solo dieci euro in meno.
                                                           Dieci euro in meno per tornare a votare sono ridicoli.
                                                          Indi: le elezioni politiche sono ridicole.
    Se non soddisfa è pronto il piano B: Veltroni e Berlusconi sono i principali candidati alla presidenza del consiglio in Italia
                                                         La politica in Italia ha bisogno di un netto rinnovamento, e di fatti.
                                                         Quindi: PUBBLICITA'! restate con noi!
     
     
    Esperimento scientifico: se sogno che a Zurigo ci sia il sole, e pronuncio due volte la parola Caterpillar all'incontrario, il giorno dopo appare un camioncino bianco con una croca rossa fuori dalla mia finestra. Indispensabile pronunciare bene la parola caterpillar.
     
     
    Sembra che mi laurei. Questa poi.
     
     

    La vita senza caffè

    Rabbino: "E tu chi diavolo sei?" Slevin: "Uno nel posto sbagliato al momento sbagliatissimo!"
     
    Slevin- Patto criminale
     
    Tornavo quella sera da una capatina in centro città. La gente era in fibrillazione per la contemporanea apparizione della fiaccola olimpica, del fantasma di john holmes e di Roberto Baggio, rigorosamente in versione Dalai Lama. Le manifestazione ProTibet si erano susseguite per tutta la giornata; santoni vestiti di arancione avevano cercato di spegnere tutte le torce e i lampioni della città; giovani comunisti rivoluzionari, non capendo bene da che parte stare (Cina comunista o Tibet oppresso) avevano optato per la sana violenza gratuita. Vetrine rotte e stupri di massa verso vecchiette impellicciate, tanto per giustificare il fatto che la loro era una protesta, fine a sè stessa e senza secondi scopi. Un politicante di destra, in pieno clima elettorale, aveva dapprima strappato il programma del partito avverso (peraltro l'unica copia, scritta a mano, da un filosofo ubriaco), poi si era lasciato andare a critiche contro la legge sull'aborto, domandando diritto di esistenza, e di voto agli embrioni. In cambio aveva ricevuto insalate di riso Saclà (le peggiori al mondo a detta di tutti), scatolette di Pelati, e pesce surgelato, rigorosamente scaduto. Il tutto in faccia.
    Insomma era una bella giornata come tutte le altre in questa parte di mondo, e io tornavo a casa. Le chiavi mi tamburellavano sulla mano, rilasciando nell'aria vibrazioni e motivetti degni del premio della critica di Sanremo (se solo mi chiamassi Di Tonno di cognome...); non ero felice, ma neppure triste, il solito stato di comfortably numb che spesso si impossessa di me, lasciandomi sul viso quella espressione illuminata. Da santone direi. O da coglione a dir si voglia.
    In testa un cappello, che se fosse stato di Brad Pitt sarebbe stato in. Siccome era mio era semplicemente su.
    Aprii il portone di ingresso, salii le scale, salutai il vicino, come il mio solito (io saluto il vicino, nonostante il vicino non sia presente; lo saluto a priori, perchè il saluto, come diceva mio nonno, non si nega a nessuno) ed entrai in casa. Camera. Insomma nel mio loculo. E lì ebbi la mia epifania.
    Mi accorsi della mia vita senza caffè.
    Ero solo, perchè avevo scelto io di allontanarmi dal caffè. E non da uno, ma da tutti i tipi. Caffè dolce, caffè corretto, macchiato caldo, caffè italiano, caffè francese, caffè spagnolo e pure tedesco. Caffè decaffeinato, di quello scialbo, che appena lo incroci già vuoi cambiare aria. E non è che avevo delle proposte alternative. Che so, il thè, oppure l'aranciata esagerata della San Pellegrino, o perchè no, la nostalgica cedrata. Avevo pensato, in un pandemonio di coerenza, di abbandonarmi ad una sana protesta. Contro tutte le cose che lasciavano l'amaro in bocca. Per riscoprire il sapore della purezza. Quel sapore che puoi sentire appena dopo che ti sei lavato i denti, con uno spazzolino robusto e rigorosamente certificato dall'associazione dentisti italiani.  Un sapore unico a detta di molti.
    Corroso dalla caffeina, il mio spirito si sarebbe ben presto depurato. Ci avrei scommesso. Un caffè almeno.
    March 26

    Paradossi

     Doc: Ci troveremo in un paradosso!
    Marty: Paradosso? Intendi una di quelle cose che distruggono l'universo?
    Doc: Precisamente. 
    Ritorno al futuro parte II
     
     
    Stavo scrivendo il mio bel ultimo capitolo e il mio capo mi interrompe dicendomi: "NON DISTRARTI". Ho sentito una fitta alla tempia sinistra e dopo aver battuto per tre volte la testa sul tavolo e per due volte il piede destro per terra (rigorosamente una volta con le scarpe e l'altra senza calze) ho capito: mi stavo accartocciando.
    Sì, perchè stava succedendo un paradosso. Paradosso inteso come:
    "una conclusione apparentemente inaccettabile, che deriva da premesse apparentemente accettabili per mezzo di un ragionamento apparentemente accettabile".
     
    O dal greco para (contro) doxa (dosso, inteso come dosso anti velocità).
     
    Ed era inevitabile a quel punto accartocciarsi, e impazzire. E capire soprattutto. Capire che tutti quei dolorini che ogni tanto ci colpiscono non sono altro che paradossi. Alcuni esempi veloci.
     
     
    1)Corro perchè voglio mantenermi in forma.
    Torno a casa e mangio una brioche del mulino bianco con uno strato di miele sopra.
    Dopo dieci minuti mi viene il maldipancia.
    Mi accartoccio.
     
    Il paradosso (parad'osso) sta nel fatto che io ho fatto fatica per mantenermi in forma e poi mi sono sbafato una brioche. O forse sta nel fatto che la brioche era del Mulino Bianco. Per questo sto male.
     
    2) Il Milan vuole vincere lo scudetto.
    Per questo ci vuole una squadra competitiva e in grado di fornire un adeguato turnover ai titolari
    Il Milan compra Favalli, e Digao, e Emerson, e Roger Milla, con annessi figli e nipoti.

    Vado allo stadio. Il milan perde con l'empoli.
    Io mi accartoccio.
     
    Il paradosso (pa ridosso) sta nel fatto che il Milan dice di essere la miglior squadra del mondo. E io ci credo.
     
     
    3)Sto scrivendo la tesi. Non mi devo distrarre. Programmo tutto, tempi, durate, discorsi, metodi e analisi. Ad un certo punto decido anche di non dormire più per essere più efficiente. Il secondo giorno vedo i puffi correre per la mia stanza e un'inquietante ippopotamo blu che mi vende pannolini.
    Mi accartoccio.
     
     
    Il paradosso (pa'! Eh? radosso! tipo dialogo)  sta nel fatto che i puffi sono blu, l'ippopotamo pure e non so che cazzo ci fanno nella mia stanza.
     
     
    In tutto questo ho un unico problema. Mi sono distratto ancora. Non finirò mai.
     
     
    March 25

    Notizie incoraggianti

    "Gia' 565 milioni di anni fa la riproduzione avveniva anche per via sessuale: il primo a fare sesso fu un microrganismo australiano,la Funisia. A sostenerlo sono due paleontologi australiani, con uno studio pubblicato sulla rivista Science. Le foreste di Funisia dorothea, sorta di tubi multicellulari che ricoprivano il fondo del mare in Australia, erano organizzate in 'fasci' molto stretti contenenti dai 5 ai 15 individui, una configurazione tipica degli animali che si riproducono per via sessuale"
     
    Commento: loro sì che ce l'avevano piccolo.
     

    "La strategia evolutiva più efficace per gli uomini? Avere donne più giovani di 15 anni. Lo sostiene uno studio pubblicato dalla rivista Biology Letters che sta scatenando un vero putiferio. I ricercatori dell’Università di Vienna coordinati da Martin Fieder hanno analizzato uno studio di popolazione svedese verificando la correlazione tra gravidanze ed età dei genitori. Il risultato? la maggior parte dei figli si trovano nella famiglie in cui tra uomo e donna ci sono dai 4 ai 5,9 anni di differenza. “Gli uomini tendono a desiderare le donne più giovani perché le trovano più attraenti fisicamente, mentre le donne cercano in un partner maschile stabilità e sicurezza, caratteristiche più facili da trovare in uomini più anziani”, spiega Fieder. Nonostante lo studio dei ricercatori austriaci abbia suscitato anche forti perplessità, c’è chi lo considera addirittura troppo ‘soft’: Samuli Helle dell’Università di Turku, in Finalandia, rincara la dose: “Nel 2001, studiando le popolazioni del nord della Finlandia, ero giunto a conclusioni simili: gli uomini con donne di 15 anni più giovani sono risultati quelli con più figli, quindi quelli col maggior successo evolutivamente parlando”.

     

    Commento: supportiamo l'evoluzione. Distribuitela.

    March 18

    Una parola sola

    Do you know what i really want to do when i will be free to decide?
     
    What?

    Absolutely Nothing.
     
    (dialogo surreale, alle 11.30 di sera)
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    Everybody's talking and no one says a word

    Everybody's making love and no one really cares

    There's nazis in the bathroom just below the stairs.
    Always something happening and nothing going on

    There's always something happening cooking and nothing in the pot

    They're starving back in China so finish what you got.
    They're starving back in China so finish what you got.
    Nobody told me there'd be days like these

    Nobody told me there'd be days like these

    Nobody told me there'd be days like these

    Strange days indeed
    strange days indeed.
    Everybody's runnin' and no one makes a move

    Everyone's a winner
    and no one seems to lose.
    There's a little yellow idol to the north of Katmandu.
    Everybody's flying and no one leaves the ground

    Everybody's crying and no one makes a sound.
    There's a place for us in movies you just gotta stay around.

    Nobody told me there'd be days like these

    Nobody told me there'd be days like these

    Nobody told me there'd be days like these

    Strange days indeed
    most peculiar
    Mama.
    Everybody's smoking and no one's getting high

    Everybody's flying and never touch the sky

    There's Ufo's over New York and I ain't too surprised.
    Nobody told me there'd be days like these

    Nobody told me there'd be days like these

    Nobody told me there'd be days like these

    Strange days indeed
    most peculiar. Mama.
    March 14

    Bella questa,meno male che c'è lui...

    ''Lei mi dice dei problemi delle giovani coppie di precari. Io, da padre, le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere; e credo che, con il suo sorriso, se lo puo' certamente permettere."
     
    Il dalai Lama formato Italia
     
     
    Ultime notizie. Nel programma elettorale del Pdl è stato inserito un nuovo punto per risolvere il problema delle coppie giovani. Se eletto, il santo Silvio si impegnerà nel medioevale rito dello ius primae noctis, di modo da garantire sostentamento ai nascituri di ciascuna coppia.  Santo subito.
     
    Lui che sa sempre dove mettercelo...
     
     
     
    March 13

    Confermo

    Niente da dichiarare?
     
    Il poliziotto alla dogana di Lugano, mentre cercavo di tornare con un quadro di Van Gogh...Ecco perchè sono ancora qua
     
    I sogni erotici alle 5 del pomeriggio sono deleteri e dannosi. E sono il primo passo verso la completa asces(s)i.
     You don't know what it is when you try, and you try, and you try and you never get there!
     
    I am Sam
     
    Lo dovevo capire subito. Quando mi sono svegliato la mattina e mi è caduta la primula che avevo messo sul davanzale. Quando ho acceso il computer e Yahoo è apparso con sfondo rosa.ROSA. Quando la prima cosa che ho fatto in laboratorio è stato far cadere un provino nella busta del te liofilizzato.
    Piccole cose, che neanche la scoperta di WOOKIEPEDIA può cancellare.  Al momento vedo più luce nell'inverno svedese che nella mia giornata.
     
    March 10

    OFF I AM OFF!

     Ah yeah, can you see them out on the porch? Yeah, but they don't wave.
    I see them round the front way. Yeah.
    And I know, and I know I don't want to stay.
    Make me cry...
     
    Yellow ledbetter-Pearl Jam (per la serie, gira la ruota e metti le parole)
     
    Quindi mi è stato chiesto di risolvere questo problema: come salvare la schermata di Windows, ossia creare un'immagine che fermi l'istante, il momento multimediale sul tuo computer, di modo da potersi ricordare del bit esatto e da poterlo rielaborare e modificare.
    Essendo un mago supremo del computer ho risposto subito: sì perchè io sto a computer (portatile, fisso, con le gambe, senza gambe) come bicchiere di coca sta ad americano, o come chitarra sta a chitarrista dei coldplay, o come discorso sensato sta a politico. E in effetti dovrei fare il politico da grande.
    Come dicevo ho risposto subito, e in molteplici opzioni. Sì perchè per salvare la schermata di Windows c'è più di un metodo. Qui di seguito quelli che ritengo i più sensati:
     
    Metodo numero 1: congelare il pc. Serve un grosso frigo americano, tanto ghiaccio e un po' di pazienza. Metodo lungo ma efficace. Fate un backup dei dati per sicurezza.
     
    Metodo numero 2: fare una fotografia dello schermo del computer, svilupparla in camera oscura, digitalizzarla facendo una foto alla foto con una macchina digitale; trasportarla su un computer di scorta, spedirla, tramite allegato, alla propria casella di posta email, aprirla e guardarla. In teoria tutto dovrebbe tornare anche senza l'ultimo passaggio. Però non si sa mai, io lo consiglio sempre. Metodo lungo, ma sì sa, ad alcuni piace lungo.
     
    Metodo numero 3: premere Stamp o Rsist sulla tastiera: banale, poco poetico, e quindi poco efficace.
     
    Metodo numero 4: tirare l'apposita leva in alto a destra; se non la si trova premere il bottone rosso sotto la propria scrivania (TUTTI hanno un bottone rosso sotto la scrivania), mettersi una maschera di topolino, girare tre volte intorno ad un parente di età compresa tra i 31 e i 43 anni e gridare "UALLERA UALLERA".
    Al secondo uallera, la leva apparirà alla vostra destra. Tiratela e scappate. La schermata del computer si salverà automaticamente, senza alcun pericolo per nomi, cose, oggetti animali, piazze storiche e danze popolari. Solo nella zona di Carugo si potrebbe aprire la finestra della cucina. Scappate però perchè la neuro potrebbe essere non troppo lontana. E voi, come me, siete impazziti.