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    September 30

    Rapito dagli alieni

    Ho visto due che si baciavano sulla nostra panchina. Il tempo passa. Velocemente.

    Constatazione Amichevole
     
     
     
    Ho la sensazione di essermi perso qualche cosa. Quella sensazione che Mulder tenta di spiegare a Scully tirando dentro alieni e cospirazioni governative: e che invece si può benissimo ricondurre ad un semplice qui pro quo. O qui quo qua, o ancora di più a un momento di evasione. Da questo corpo e da questo mondo. Sono tornato. Credo. Un po' confuso, ma credo di non essermene mai andato via. O forse non sono mai tornato. INSOMMA sono confuso. Ma come un flusso di coscienza continuo ho deciso di rendere al mondo quello che il mondo mi ha dato in questo periodo:
    - ho trovato la satira, finalmente, sotto forma di blog: dunque mi sveglio alle 9.30 in un giorno di settembre. Mi lecco la mia tazza, vado in bagno e accendo la radio. Capital ha cambiato il palinsesto. Ha anche cambiato i deejay, e ora c'è un certo Luca Bottura che conduce Lateral, programma di informazione giornalistica e politica. A suo modo.
    La satira sotto forma di persona si propone come un uomo dalla voce quasi odiosa, che dice cose mai scontate, ribalta le notizie con i pensieri che casualmente e quindi logicamente fuoriescono dalle nostre menti.
    La satira sotto forma di blog è fatta di immagini, piccoli interventi, frasette cazzute, e tutto ciò che può ispirare sanamente una riflessione, tra un sorriso e l'altro.
    Ora non so come i libri di letteratura antica (greca? romana?) esprimano il concetto di satira, però per me è così. E io l'ho trovata su gago.splinder.com. E va bene così.
    Da aggiungere che Capital ha chiuso area protetta e ha aperto due programmi, no Man's land diretto da un bravo Massimo Cotto, e un'altro programma che è un'insulto. Ben fatto. Ma è un'insulto.
    - ho guardato Miss Italia. O almeno ho fatto finta di seguirlo. E sono d'accordo con quello stilista argentino che ha chiaramente espresso l'esigenza di mostrare anche il lato B. Il lato B serve sempre, e in televisione ancor di più. Il mondo senza il lato B sarebbe molto più povero. Ci sarebbe Help ma non Yesterday, ci sarebbe Sgt Pepper ma non a Day in the Life. Ci sarebbe Brown Sugar ma non Country Honk o Love in vain. Ci sarebbe Sacchi ma non i mondiali del 94. Ci sarebbe un buco spazio temporale nella storia degli Oasis dal '97 al 2000, anche se alcuni ne gioverebbero. Non ci sarebbe Pan per Focaccia.
    In ogni caso è tutto per dire il sacro concetto che con un bel culo ce ne viene anche a noi...
    E pare che a Studio Aperto questo concetto sia sottolineato.
    - ho trovato un sito dove i Beatles sono analizzati tramite ooPS. Ed è un modo strano per trovare qualcosa di nuovo nella musica dei Beatles. C'è gente che ci ha trovato messaggi satanici, gente che ci ha trovato l'armonia, gente che ha trovato l'ispirazione o semplicemente la vita. Loro hanno trovato dei segnali elettronici. Niente di più. Ho sempre detto che per mantenere alta la fede in qualcosa non bisogna andare in profondità. Credere, non indagare. Da buono scienziato.
     In ogni caso il sito è interessante.
     - X files sta diventando una droga. In questo momento credo di essere alla seconda serie, ma non ne sono sicuro. Gli effetti sono devastanti. Non credo più a niente e credo a tutto. Diffido del prossimo e vedo nella presenza di tre meloni gialli nel mio frigorifero la prova di una invasione aliena. 
    Attualmente Mulder ha incontrato sua sorella dopo 23 anni; o meglio ha trovato i cloni di sua sorella, e tanti altri cloni, e un mutante alieno che sta cercando di eliminarli tutti. Scully è la classica sfigata, visto che prende tutte le infezioni possibili, la violentano umani e alieni, la prendono in ostaggio ed è oggetto di riti voodoo e spiriti maligni. Tra un po' Mulder si crederà la reincarnazione di un soldato della guerra Civile, rapito dagli alieni durante una missione. O forse dal governo americano.
    Alla fine si verrà a scoprire che Mulder non è mai esistito, anzi che è sull'isola di Lost, in compagnia di Eta Beta.
    Tutte balle insomma. A meno che quella grande luce che è fuori dalla mia finestra, ferma, immobile, non mi porti la verità. In un baleno.
    September 13

    A poco a poco

    Sometimes, he said, don–t it feel like the concrete–s closing in?
    We–re putting bricks on the horizon
    Was he chasing fool–s gold??or a holy man walking a dirt road to the end?
    I hitched a ride with Chris McCandless
    Stepped in the wild of a dream 

     
    Ellis Paul Speed of tree
     
    Sto cercando di trovarti un posto
    di rinchiuderti in un luogo, senza tempo
    idealizzare ogni tua piccola curva, ogni tua deviazione
    dalla sana e normale attività del pensare
    Sto trovando un modo per vedere,
    associare ad ogni volto il tuo fiore, ad ogni fiore il tuo volto
    sempre più distratto, sempre più spontaneo.
    Un fiore solo, lo sto cercando.
     
    September 09

    La sottile differenza

    Me li ricordo ancora gli applausi, me li sento ancora nelle orecchie, e me li porterò dietro per tutta la vita. Mi ricordo una sera levai l’accappatoio e cascò il mondo: m’ero scordato i calzoncini. Ricordo tutti i KO., tutti i ganci, tutti i jab: è il sistema peggiore per fare una bella cura dimagrante. La mia non è stata una vita squallida: anch’io ho avuto… Ma mi farebbe piacere sentirmi applaudire quando recito come fate con Laurence Olivier quando recita Shakespeare: "Un cavallo, un cavallo. Il mio regno per un cavallo"… Sono sei mesi che non ne becco uno! Ma io non sono Olivier, anche se mi farebbe piacere. E poi lo vorrei vedere sul quadrato a recitare: se con Sugar si misurasse, chi sa quante ne pigliasse! Per cui datemi un’arena giacché il Toro si scatena, perché oltre al pugilato sono attore raffinato! Questo è spettacolo! 
     
    Toro scatenato
     
    Quando non ho nulla da fare ho la strana abitudine di guardare fuori dalla finestra. E osservare la gente passare. L'ho fatto anche un momento fa. Non che non avessi niente da fare, anche perchè ero al cesso, ma ne avevo voglia. O forse ne sentivo il richiamo. Il primo sguardo non ha colto nulla, se non un'infinita aggrumaglia di colore e forme. E' la luce del sole pensai. No, era la miopia e mi ero dimenticato di lenti varie. Al più nitido occhio ho subito notato una persona che non vedevo da un po': il classico nonno del paese. E mi è subito partito il ricordo di un vecchio racconto che lui narrava ai parchetti. Pubblico una serie di bambini sbucciati, inverditi, odoranti erba e pallone. Pubblico pagante, nullo. Peccato. Per lui.
    Dunque c'era una volta un tale Bill Bones, di professione camionista. Girava per le lunghe strade d'America portandosi dietro carichi di legname. Lo si poteva notare per la sua guida leggermente a zig zag, che derivava dall'antica abitudine di guidare con la testa fuori dal finestrino: lo zig zag era voluto, e serviva per schivare i moscerini che fondamentalmente risultavano a lui poco gustosi.
    La sua vita cambiò quando si fermò nei pressi di Atlanta. Nota per la bevanda marrone e non solo, la città offriva quella sera svariati avvenimenti e in primis la sfida cittadina tra il campione locale di boxe e uno sfidante qualsiasi: Big Boob (grande tetta, ebbene sì) contro un tale Jake Ginnewhall. Peccato che Jake non si era presentato, per paura, odio della violenza, o un semplice avvelenamento da funghi. Cosicchè gli organizzatori dell'evento erano esasperati e a poche ore dalla manifestazione giravano la città cercando uno sfidante e il mezzo per non annullare tutto e perdere un pugno di dollari. Cercavano gente da prendere a pugni per un pugno di dollari. Fantastico.
    Ora il nostro Bill era un omaccione, dalle spalle grosse, le mani grosse, il petto nerboruto e un faccione che sarebbe stato perfetto per un tiro a segno. Inoltre aveva da sempre una grande passione per la boxe. Iniziata da piccolo, seguendo gli incontri dei grandi in televisione. Coltivata da giovanotto in una palestra di provincia puzzosa e cenciosa.
    Uno più uno fa due. E quindi Bill divenne l'ignoto sfidante venuto dalla strada sul nuovo cartellone della serata. Un paio di pantaloncini blu e un accappatoio da doccia. Ed eccolo sul ring a saltellare, lui, il suo sovrappeso e il suo enorme faccione. Inutile dire come andò l'incontro.  Vinse lui, con un destro incredibile, che ancora ora si stanno chiedendo da quale bettola fosse uscito. Un destro di quelli che manda al tappeto un bue, un asinello e tutta la capanna. Non per niente fu chiamato il destro del bambin Gesù.
    Quel destro sancì l'inizio della sua luminosa carriera. Fatta di due vittorie e centodue sconfitte, tutte per KO prima del dodicesimo round. La boxe insomma era diventata la sua vita. E gli dava fama, amore e soldi. Veniva chiamato Koala Bill, per i suoi movimenti lenti e incredibilmente armonici. Quasi ipnotizzanti. Tanto che molto spesso il pubblico non si accorgeva neanche della fine dell'incontro, rimasto com'era imbambolato da quel marcantonio. Ogni incontro erano circa mille dollari. O in alternativa venti più hamburger e birra. Dipendeva dallo sfidante, dalla piazza, dal pubblico. Ma lui non rifiutava niente, nè tantomeno risultava interessato solo ai soldi. Sul ring dava l'anima. E piazzava anche qualche bel pugno. E non si arrendeva così facilmente, nonostante alcune volte avrebbe potuto. Solo quando le gambe erano troppo stanche, si appoggiava artisticamente al suolo, e faceva finta di svenire. Non perse mai i sensi, nè si provocò gravi ferite. Semplicemente quando vedeva che lo show era stato abbastanza faceva la sua uscita. Non era un pugile e lo sapeva. Era una buona comparsa e si divertiva nel suo ruolo.
    A bordo campo la sua donna, aspettava di dichiarare la fine dei round, del match, con un cartello bianco luccicante. A bordo campo la sua donna aspettava il suo uomo, con un sorriso tra il furbo e il materno. A bordo campo la sua donna stringeva nel suo vestitino un seno prorompente.
    La fine della sua carriera fu inaspettatamente brillante. Un altro successo, e un'intervista. Alla domanda, che cosa provava a perdere lui rispose: " C'è modo e modo. Non importa perdere. Dipende da come si è perso."
     
    Io piccolino e appassionato di calcio, avrei visto bene questa  frase in bocca ad un allenatore boemo. Lo spettacolo prima di tutto.
    September 08

    Al suon di un canto di inizio autunno

     "A volte penso che questo sia il nostro vero errore: credere di avere tutto il tempo che vogliamo. Che il tempo in realta' non esista...".
     
    Il the nel deserto
     
    Cercavo un modo per entrare in contatto col mondo reale, quella mattina. Come al solito ero colto da paresi maxillo facciale, mista a difficoltà locomotorie e di parola. Ormai ero abituato e la faccia divertita e un po' canzonatoria delle persone che mi circondavano non mi dava più fastidio; anche perchè non ero nelle condizioni di provare fastidio, ma solo le sensazioni primarie:gioia, dolore, fastidio intestinale, voglia di grattarmi, paura per la caduta dei capelli. In quel momento non provavo nessuna di quelle sensazioni e prendevo il treno.
    Ancora una volta quel mezzo tanto caro e tanto odiato. Ancora una volta quel sano profumo di sudore, misto fritto di melanzane. Che chissà chi cacchio mangia sempre le melanzane la mattina presto.
    Seduto, per chissà quale alchimia o comando motorio che mi aveva adagiato ad un sedile futuristico, mi ritrovavo a guardare il giornale di ieri, un metro che probabilmente era passato per le mani di una signorina cortese, carina e qualcos'altro con la c che ora non mi viene. Sì, era un giornale chiaramente toccato da qualcuno che era pieno di c.
    Lo guardavo al mio solito modo, a quell'ora. Cercando di ricordarmi come si pronunciassero le lettere e come si facesse a leggere. Ma stranamente si stava riattivando tutto, e quindi ero già in grado di leggere fino a pentasillabi.
    Mi presero subito le notizie più allarmanti e più interessanti: il cane che scopre di essere in crisi esistenziali e comincia a imitare il miagolio. La passante che cade su una ghianda, e provoca un effetto sciarada, che come ultimo risultato provoca l'aumento del prezzo del greggio. La trota salmone di 402 kg, pescata al largo di Pescara. Dove non c'è nè mare nè fiumi, ma tanto a lei non gliene fregava niente e risaliva la corrente elettrica. Cazzate insomma. Il bello stava arrivando. E ovviamente andava sotto il nome di sport e spettacoli.
    Di tutti i giornali che mi capitano in mano leggo fondamentalmente le pagine che vanno dalla 37 alla 55, ossia cultura (che fa rima con sforzo fisico anaerobico da espulsione massiva), spettacoli (che invece sembra essere abbianbile ad una sana cagata serale), sport ( il classico jolly davanti alla difesa, quello che ti salva un po' ovunque). Ma non è disinteresse nei confronti dei fatti del mondo. E' che è in quelle pagine che si capisce se il giornale vale o meno.
    Il giornale di ieri presentava oggi la notizia della fine della carriera di un calciatore a me caro. Primo perchè credo di essere l'unico al mondo ad avere la maglietta originale col suo nome scritto sulle spalle: originale, ripeto. Secondo  perchè il suo nome è il nome del mio eroe d'infanzia, ossia la scimmietta dei cereali al cioccolato che ho mangiato fino alla nausea (e non è un eufemismo).
    " Posso ritenermi soddisfatto di aver realizzato il mio sogno, ora ne voglio realizzare un'altro, ho parecchie offerte dal cinema americano". Il mio unico pensiero fu che il giornalista avevadimenticato la parola porno nell'articolo. Non male per le 8.30 di mattina. Mio padre alle due avrebbe poi aggiunto che quell'uomo era finito, frocio e anzi ambisessuale, che credo sia una malattia derivata dal gioco della tombola.
    Subito sotto la notizia che il numero uno del mondo di tennis ipotecava il titolo dell'ennesimo slam. Un'articolo futuristico visto che i tornei di tennis finiscono notoriamente la domenica. Un articolo spensierato, riempitivo e quasi irritante soprattutto considerando quello che avevo scoperto pochi giorni prima su un altra importante testata giornalistica.  La mancanza della voce tennista, tra i maschi desiderati e da soddisfare probabilemente creerebbe problemi anche al numero uno del mondo. A me stava creando grosse crisi esistenziali, e minacciavo di porre fine all'esistenza del brufolo dietro il collo, per punizione, e per cercare un senso a questa esistenza. 
    In ogni caso il viaggio stava finendo (sì, ci avevo messo quasi venti minuti per leggere due trafiletti, ma si sa come vanno le cose la mattina);presi il giornale, scesi dal treno riattivando i miei circuiti involontari di movimento. Trovai vecchi compagni di avventure nella stazione affollata del sabato mattina,e una scritta sul muro che più o meno recitava così:
     
     
    Non restare lì sulla soglia, entra pure, che di parole da offrire ne troverò
    Ti svelerò il mistero di un vecchio cantore
    che un giorno fermò il vento, il mare e il sole e cominciò a ululare:
    " Sii fermo nella tua ricerca, non perderti mai,
    e non pensare che tutto ciò che luccica sia prezioso:
    spesso è solo la lama di un coltello che sta per colpire,
    un taglio in fondo al cuore che a poco a poco si fa sentire.
    Non avere esitazioni, non perdere le tue occasioni.
    E se guardi una donna negli occhi, non aver paura di cadere
    L'amore è un abisso feroce, ti schiaccia e ti fa morire
    ti rialza e ti ribalta. E quando pensi di aver capito, ti stupisce.
    E scrive parole di ghiaccio fumoso
    Una catena di tre semplici respiri..."