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    July 13

    Se solo il cielo...

    "Qui o altrove, tenente, siamo tutti da qualche parte per sbaglio."
     
    Il deserto dei tartari
     
    Viaggiando in autostrada, su una macchina non mia, in un paese non mio, senza neanche una meta troppo precisa, mi sarei volentieri fermato a pensare. Se non fosse stato che andavo a 130 all'ora e che, fermarsi in corsia di sorpasso, equivale a un suicidio.
    Mi sarei fermato a pensare a tante cose: ma principalmente a una finestra, quella di camera mia, da dove vedo, in lontananza, nascosto dalle case e dagli alberi, un campanile. Di quel campanile non conosco la confessione; non so se il Signore sia venerato là, attraverso immagini, parole o semplici pensieri. So solo che se ne sta nascosto lì in fondo alla mia finestra.
    E' come se mi attendesse. Lui sa che io ne sono attratto, che non mi farei molti problemi, a riconoscerlo evangelico, calvinista, riformato o chissà che altro (e in questo paese c'è anche il chissà che altro). Che quella stanza, dalle luci diffuse,che gli sta sotto,  con quei passi che rimbombano di tanto in tanto nel vuoto, per una questione di attaccamento infantile e non, rappresenta per me una sorta di casa, e di rifugio.
    Da cui a volte mi allontano.
    Non per ribellione, nè per protesta. Ok forse alcune volte, alzerei la testa e protesterei (protestante cattolico in un paese di cristiani protestanti, forte questa). Ma il più delle volte me ne allontano per un senso di inadeguatezza.
    L'abisso che separa la vita reale, con le sue tentazioni, e i suoi continui azzardi, dalla vita immaginaria, certe volte mi costringe a guardare il tutto da un po' più lontano, come un pubblicano, direbbe qualcuno.
    Non al denaro, non all'amore...Se avessi il cielo, troverei il secondo, e del primo probabilmente me ne importerebbe poco o nulla.