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    May 12

    Work in progress

    “Over and then, last call for sin
    Well everyone’s lost, the battle is won
    With all these things that I’ve done…”
     
    Killers
     
     
    Ci tenevo a specificare che ho raggiunto l'ultimo obiettivo della lista qua sulla destra. Ci tenevo a precisarlo, con un po' di settimane di ritardo, ore, giorni che dovevano servire a rendermi conto del passaggio. Ma che in effetti non mi hanno proprio sconvolto. Sarà che sono impegnato a pensare ad altre cose, e che lo ritenevo un traguardo già acquisito da un po', che per osmosi o diffusione si sarebbe avvicinato a me.
    Ci tenevo a precisarlo perchè c'è gente che vorrebbe che me ne rendessi conto. Che qualcosa è cambiato. Che i weekend ora sono liberi, che la sera non c'è da pensare all'esercitazione del giorno dopo, che per la cultura personale è necessario darsi da fare da soli.
    Ecco, se devo dire la verità, l'unica cosa di cui mi sono reso conto è che ho fatto e avuto tante belle cose in questi anni, che forse vale la pena di ricordare, e che forse sono parte integrante di questo traguardo. Di qui un elenco, che probabilmente dovrebbe essere aggiornato di ora in ora:
     
    1. Sono Laureato;
    2. Sono rimasto sveglio una notte intera a scrivere e studiare;
    3. Ho parlato almeno cinque lingue, di cui una senza farmi tanto capire, ma non è stato un vero problema;
    4. Ho giocato a pallone a piedi scalzi per strada
    5. Ho fatto il bagno nell'oceano
    6. Ho dormito in un parco;
    7. Mi sono innamorato;
    8. Sono stato a un concerto degli Stones;
    9. Ho cantato su un palco; e ho anche suonato su un palco.
    10. Ho vinto una partita all'ultimo sangue a ping pong, a tennis, a calcio.
    11. Ho aiutato un amico.
    12. Ho visto le stelle cadenti.
    13. Ho fatto qualcosa di testa mia, e ho avuto ragione.
    14.  Ho chiesto scusa per quello che avevo fatto, sentendomi seriamente in colpa.
    15. Ho fatto ridere più di 50 persone contemporaneamente, senza usare le mani, e senza mettermi le mutande in testa.
    16. Ho battuto il mio capo a squash;
    17. Ho visto più di 20 Paesi nel Mondo;
    18. Mi sono perso in più di 30 città del Mondo;
    19. Mi sono ritrovato.
    20. Sono stato a New York;
    21. Ho dormito a Roma e Parigi, e Londra, e Berlino.
    22. Ho cantato talmente ad alta voce in macchina, da diventare afono. E non mi sono fermato se qualcuno mi guardava.
    23. Ho detto le famose due parole più belle del Mondo. Convinto di dirle. Ovviamente non si parla di Forza Milan.
    24. Ho detto addio ad una persona cara.
    25. Ho detto vaffanculo ad una persona cara.
    26. Ho visto una donna piangere per colpa mia.
    27. Ho visto una donna sorridere per merito mio.
    28. Ho detto una bugia.
    29. Ho contraddetto un professore. Avendo ragione.
    30. Ho capito che avevo fatto una cazzata.
    31. Sono stato felice per più di un'ora di seguito.
    32. Ho imparato a memoria una canzone, parola per parola, tono per tono.
    33. Non ho mai bestemmiato;
    34. Ho pensato più di una volta di partire, per dove non si sa.
    35. Ho fatto qualcosa per cui sono stato veramente fiero di me.
    36. Ho trovato un portafoglio pieno e l'ho restituito.
    37. Ho chiesto aiuto, perchè ne avevo bisogno.
    38. Ho avuto paura di morire. Sticazzi se ho  avuto paura.
    39. Ho rinunciato a qualcosa, a qualcuno. Per crescere un po'.
    40. Sono morto almeno tre volte in sogno. Però non sono mai resuscitato.
    41. Ho conosciuto Siddharta. Allego testimonianza, con baffi e panza.
    42. Ho conosciuto Gesù. Di lui non ho una foto,ma posso provare di conoscerlo. E di cercare di stargli dietro, anche se Lui, santi Numi...
    43. Sono stato a Gerusalemme e nel deserto.
    44. Ho pianto dal ridere.
    45. Ho pianto dal piangere.
    46. Ho degli amici veri.
    47. Ho una gran famiglia.
    48. Ho un bel po' di sogni.
    49. Ho stirato una camicia (stamattina, grande conquista)
    50. Ho capito che c'è ancora tanto da fare.
     
    Grazie, a chi di dovere.
     

    L'incredibile pensiero degli effetti collaterali

    Vecchia sporca Dublino per un figlio che ritorna sei una madre che attende al tramonto
    con la puzza di alcool coi baci e le canzoni per chi è stato un prigionero lontano
    c'è una bomba e una pistola, un inglese da accoppare e una divisa dell'esercito in verde
    ma è sempre soltanto la stessa vecchia storia e nessuna lo capirà.
     
    Morte di un poeta- Modena City Ramblers
     
     
    Sarebbe meglio che certi giorni me ne stessi spento, così da evitare di diffondere strani pensieri. Mi sono svegliato tre giorni fa e ho subito pensato all'effetto collaterale di essermi svegliato. Diciamo che l'ho anche sentito, visto che mi è uscita una spalla e non ho capito neanche come. Sopraffatto dal dolore fisico ho smesso con la masturbazione mentale, e ho cominciato a trovare un rimedio al problema. Tolte le possibilità del salto dalla finestra con conseguente caduta di spalla, di modo da dare un controcolpo, della preghiera ai vari dei dell'Olimpo, i quali tra l'altro esistono solo quando ti si presentano problemi del genere, della richiesta di aiuto ai vari enti internazionali (Croce Rossa, Croce Bianca, Unesco, Fao, Lady Oscar, ecc), l'unica soluzione rimaneva l'Aibuprofin della mia amica americana. Nonostante abbia sviluppato un'avversione profonda verso tutti i medicinali, tranne l'aspirina (l'aspirina è amica, sì), sapevo che questa pozione poteva essere la mia salvezza. Ho ingerito le due pasticchine arancioni, senza pensarci due volte. E senza leggere gli effetti collaterali. I quali tra l'altro sono sempre e comunque crisi epilettiche, morti nel sonno, catastrofi naturali in Myanmar, crisi coniugali, divorzi, e scandali in Tivù, nonchè sconfitte all'ultima giornata di campionato, e conseguente perdita della champions. Ma una volta stabilizzatasi la situazione, li ho letti, questi menagrami di side effects.
    E' un pericolo comune,comunque,  quello di considerare gli effetti collaterali prima di agire. Cioè, se io considerassi gli effetti collaterali di una partita a pallone con gli amici (possibilità di insolazione, possibilità di rissa, possibilità di sbagliare il rigore decisivo sul 2-2, rischio di rottura crociati e laterali, caviglie e malleolo, ecc) probabilmente me ne starei comodo comodo seduto sulla mia sedia, nella stanza che da un po' di tempo chiamo casa; ma anche questo avrebbe i suoi effetti collaterali (possibilità che mi venga il desiderio di bere una birra nel bel mezzo del pomeriggio, o una coca cola, con conseguente accumulo di aria e panza, poco moto, sistema cardiocircolatorio poco allenato, poca propensione alla vita di gruppo, con conseguente estinzione per processo di selezione darwiniana, a cui perarltro io continuo a credere fermamente). Allora forse deciderei di andare a correre da solo, così per tenermi in allenamento, evitando il contatto fisico con altre persone e stimolando il mio corpo in maniera ritmica e ripetuta, spostando di poco il mio baricentro dalla sua posizione di equilibrio, e quindi evitando grosse variazioni di energia potenziale. Ma tutto sommato questo mi porterebbe probabilmente a un incredibile senso di noia, di solitudine, di ripetitività condita da sempre le stesse canzoni nell'ipod, e perchè no, anche a un po' di calletti sulle dita dei piedi (li odio io i calletti sulle dita dei piedi). Allora ci penserei su un ultima volta. Ma anche questo avrebbe degli effetti collaterali: calo di concentrazione, crollo psicologico per non essere riuscito fino a quel momento a trovare una soluzione, conseguente ritorno allo stato fetale, necessità di affetto materno, e consumo eccessivo di latte, nesquick e pan di stelle.
    Il risultato di tutto ciò è la PARALISI FISICA E MENTALE. Quel senso di piattume derivato dalla troppa razionalità e dalla mancanza di istintività, che è un po' il risultato di anni e anni di utilizzo indiscriminato del cervello.
    Effetto collaterale (aridaie) è anche il fatto che la prossima volta nessuno ti dirà che si va al campetto a giocare a pallone. Il che è onta inaudita e severa.
    La paralisi fisica e mentale è il male della società. E' la morte dell'amore, come sosterrebbe anche Harrison in Within you without you. Mi immagino un mondo in cui tutti ci metteranno come minimo sei-sette anni prima di decidersi a sposarsi con il proprio amore. O forse addirittura tre o quattro anni per riuscire a capire che la persona che sta loro a fianco è il loro grande amore.
    Mi immagino bambini che al posto di uscire in giardino a giocare a pallone, considereranno l'ipotesi di invitare i loro amichetti a casa a giocare con la Wi, perchè così non ci si sporca le toppe delle tute (ammesso che esistano ancora le toppe delle tute).
    Mi immagino troppe cose, sarà l'effetto postumo dell'Aibuprofin.
    Diceva una vecchia scritta in una chiesetta di marinai e pescatori in un porto del sud dell'Inghilterra: Lord save me from the calm of the sea, give me wind, because i'm not afraid of the storm.
    Gli effetti collaterali sono il vento che nessuno vorrebbe, ma di cui tutti hanno veramente bisogno.