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April 15 Come i cartoni animati giapponesiLa vita non ha scopo,si svolge ovunque arbitrariamente,non importa un H se faccio questo o se faccio l'esatto opposto.
The libertine
Ti pensavo oggi, mentre guardavo il mondo con gli occhi di chi è appena nato. Ti pensavo e dicevo, che grande invenzione la primavera.
Mi fa rinascere ogni volta, e il freddo dell'inverno non me lo ricordo neppure, dal momento che è passato su di me mentre ancora stavo ben sotto le mie coperte; sotterrato dai pensieri e dalle angosce di quello che sarò e di quello che farò.
Ora godo del fatto di essere qui, stabile, le mie origini profondamente radicate in questa terra, così nuova e così straniera.
Ora godo e ti penso. Può sembrare difficile a te, credermi e credere che io ti possa immaginare. Dato che ti ho visto solo una volta, quando ancora non ero che il seme di quello che sono, non ho ben chiara la tua forma, i tuoi contorni e il tuo profumo.
Ma poco importa, perchè il mio pensiero, aiutato dal vento, ti raggiungerà, e si fonderà con te.
Non chiedermi di stare vicino a te.
Sai che non posso, non ne sono capace.
Resteranno i miei figli a farti compagnia, finchè anche loro diverranno vento, e polvere.
Ma forse i miei sogni così bambini, così immaturi, già muoiono. Ecco, vedi? Arriva quella nuvola, proprio sopra di me. E un caldo liquido comincia a battermi prepotentemente addosso.
I miei petali si spezzano sotto il peso dell'acqua. Ci rivedremo, torno fango.
April 13 La linea d'ombraLa linea d'ombra la nebbia che io vedo a me davanti per la prima volta nella vita mia mi trovo a saper quello che lascio e a non saper immaginar quello che trovo mi offrono un incarico di responsabilità portare questa nave verso una rotta che nessuno sa è la mia età a mezz'aria in questa condizione di stabilità precaria ipnotizzato dalle pale di un ventilatore sul soffitto mi giro e mi rigiro sul mio letto mi muovo col passo pesante in questa stanza umida di un porto che non ricordo il nome il fondo del caffè confonde il dove e il come e per la prima volta so cos'è la nostalgia la commozione nel mio bagaglio panni sporchi di navigazione per ogni strappo un porto per ogni porto in testa una canzone è dolce stare in mare quando son gli altri a far la direzione senza preoccupazione soltanto fare ciò che c'è da fare e cullati dall'onda notturna sognare la mamma... il mare. Mi offrono un incarico di responsabilità mi hanno detto che una nave c'ha bisogno di un comandante mi hanno detto che la paga è interessante e che il carico è segreto ed importante il pensiero della responsabilità si è fatto grosso è come dover saltare al di là di un fosso che mi divide dai tempi spensierati di un passato che è passato saltare verso il tempo indefinito dell'essere adulto di fronte a me la nebbia mi nasconde la risposta alla mia paura cosa sarò? dove mi condurrà la mia natura? La faccia di mio padre prende forma sullo specchio lui giovane io vecchio le sue parole che rimbombano dentro al mio orecchio "la vita non è facile ci vuole sacrificio un giorno te ne accorgerai e mi dirai se ho ragione" arriva il giorno in cui bisogna prendere una decisione e adesso è questo giorno di monsone col vento che non ha una direzione guardando il cielo un senso di oppressione ma è la mia età dove si guarda come si era e non si sa dove si va, cosa si sarà che responsabilità si hanno nei confronti degli esseri umani che ti vivono accanto e attraverso questo vetro vedo il mondo come una scacchiera dove ogni mossa che io faccio può cambiare la partita intera ed ho paura di essere mangiato ed ho paura pure di mangiare mi perdo nelle letture, i libri dello zen ed il vangelo l'astrologia che mi racconta il cielo galleggio alla ricerca di un me stesso con il quale poter dialogare ma questa linea d'ombra non me la fa incontrare. Mi offrono un incarico di responsabilità non so cos'è il coraggio se prendere e mollare tutto se scegliere la fuga od affrontare questa realtà difficile da interpretare ma bella da esplorare provare a immaginare come sarò quando avrò attraversato il mare portato questo carico importante a destinazione dove sarò al riparo dal prossimo monsone mi offrono un incarico di responsabilità domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire getterò i bagagli in mare studierò le carte e aspetterò di sapere per dove si parte quando si parte e quando passerà il monsone dirò "levate l'ancora diritta avanti tutta questa è la rotta questa è la direzione questa è la decisione." April 09 Notizie dal mondo"I know my chicken"
Walter parlando di Silvio...
"Tu madre"
Silvio parlando bene di Walter
Notizia del giorno: Police incontra Letta a Palazzo Chigi, per la questione Alitalia. Il piano di recupero Du Du Du da da da non funziona.
Notizia del giorno parte seconda: WTA amelie Island: Sara Errani già fuori.
E' lì che aspetta da cinque giorni di entrare nel circolo.
Notizia del giorno parte terza: se cerco su google il programma elettorale di Antonio di Pietro, mi si aprono gli strumenti per le lingue.
Se cerco su google il programma elettorale del PD, mi esce fuori la scritta: forse cercavi il Tuca Tuca?
Se cerco su google il programma elettorale del PDL, internet salta. E non scherzo.
Altre riflessioni: sillogismo del giorno: I biglietti per tornare in Italia per le elezioni costano solo dieci euro in meno.
Dieci euro in meno per tornare a votare sono ridicoli.
Indi: le elezioni politiche sono ridicole.
Se non soddisfa è pronto il piano B: Veltroni e Berlusconi sono i principali candidati alla presidenza del consiglio in Italia
La politica in Italia ha bisogno di un netto rinnovamento, e di fatti.
Quindi: PUBBLICITA'! restate con noi!
Esperimento scientifico: se sogno che a Zurigo ci sia il sole, e pronuncio due volte la parola Caterpillar all'incontrario, il giorno dopo appare un camioncino bianco con una croca rossa fuori dalla mia finestra. Indispensabile pronunciare bene la parola caterpillar.
Sembra che mi laurei. Questa poi.
La vita senza caffèRabbino: "E tu chi diavolo sei?" Slevin: "Uno nel posto sbagliato al momento sbagliatissimo!"
Slevin- Patto criminale
Tornavo quella sera da una capatina in centro città. La gente era in fibrillazione per la contemporanea apparizione della fiaccola olimpica, del fantasma di john holmes e di Roberto Baggio, rigorosamente in versione Dalai Lama. Le manifestazione ProTibet si erano susseguite per tutta la giornata; santoni vestiti di arancione avevano cercato di spegnere tutte le torce e i lampioni della città; giovani comunisti rivoluzionari, non capendo bene da che parte stare (Cina comunista o Tibet oppresso) avevano optato per la sana violenza gratuita. Vetrine rotte e stupri di massa verso vecchiette impellicciate, tanto per giustificare il fatto che la loro era una protesta, fine a sè stessa e senza secondi scopi. Un politicante di destra, in pieno clima elettorale, aveva dapprima strappato il programma del partito avverso (peraltro l'unica copia, scritta a mano, da un filosofo ubriaco), poi si era lasciato andare a critiche contro la legge sull'aborto, domandando diritto di esistenza, e di voto agli embrioni. In cambio aveva ricevuto insalate di riso Saclà (le peggiori al mondo a detta di tutti), scatolette di Pelati, e pesce surgelato, rigorosamente scaduto. Il tutto in faccia.
Insomma era una bella giornata come tutte le altre in questa parte di mondo, e io tornavo a casa. Le chiavi mi tamburellavano sulla mano, rilasciando nell'aria vibrazioni e motivetti degni del premio della critica di Sanremo (se solo mi chiamassi Di Tonno di cognome...); non ero felice, ma neppure triste, il solito stato di comfortably numb che spesso si impossessa di me, lasciandomi sul viso quella espressione illuminata. Da santone direi. O da coglione a dir si voglia.
In testa un cappello, che se fosse stato di Brad Pitt sarebbe stato in. Siccome era mio era semplicemente su.
Aprii il portone di ingresso, salii le scale, salutai il vicino, come il mio solito (io saluto il vicino, nonostante il vicino non sia presente; lo saluto a priori, perchè il saluto, come diceva mio nonno, non si nega a nessuno) ed entrai in casa. Camera. Insomma nel mio loculo. E lì ebbi la mia epifania.
Mi accorsi della mia vita senza caffè.
Ero solo, perchè avevo scelto io di allontanarmi dal caffè. E non da uno, ma da tutti i tipi. Caffè dolce, caffè corretto, macchiato caldo, caffè italiano, caffè francese, caffè spagnolo e pure tedesco. Caffè decaffeinato, di quello scialbo, che appena lo incroci già vuoi cambiare aria. E non è che avevo delle proposte alternative. Che so, il thè, oppure l'aranciata esagerata della San Pellegrino, o perchè no, la nostalgica cedrata. Avevo pensato, in un pandemonio di coerenza, di abbandonarmi ad una sana protesta. Contro tutte le cose che lasciavano l'amaro in bocca. Per riscoprire il sapore della purezza. Quel sapore che puoi sentire appena dopo che ti sei lavato i denti, con uno spazzolino robusto e rigorosamente certificato dall'associazione dentisti italiani. Un sapore unico a detta di molti.
Corroso dalla caffeina, il mio spirito si sarebbe ben presto depurato. Ci avrei scommesso. Un caffè almeno. |
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