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12月30日 Prima o poi arriva...Prima o poi l'amore arriva A un passaggio a livello lontano dal mondo un giorno d’agosto assolato un capostazione annoiato vide un finestrino di un accelerato una signora bruna e più non lavorò passava le serate a guardare la luna e i treni si scontravano ma lui non li sentiva prima o poi l’amore arriva C’era un bancario così serio, così serio che non rideva mai fuori orario ma un giorno allo sportello arrivò un giovanotto indubbiamente bello aveva un assegno da un milione della Banca Popolare e disse sorridendo “me lo può cambiare?” e lui cambiò l’assegno e la sua vita intera quella stessa sera rubò la cassa e scappò via via con lui a Bahia e la gente parlava ma chi la sentiva e ballavano insieme una samba giuliva prima o poi l’amore arriva C’era un polito ladro e indifferente non voleva bene a niente neanche agli amici democristiani neanche ai bambini neanche a Fanfani solo un pochino lui si eccitava se Nunzio Fava lo intervistava ma una seduta molto affollata vide una splendida deputata le disse “amore, dimmi di sì” e lei “non posso son del PCI” e perse la testa e come un ossesso urlava “amore, non è un problema c’è il compromesso” e Fanfani strillava ma nessuno sentiva e nel transatlantico un sussurro saliva e Andreotti dichiarò alla stampa sportiva: prima o poi l’amore arriva C’era un bagnino che non sapeva nuotare ma era raccomandato da uno zio piesseì deputato stava lì sulla spiaggia di Gabicce Mare a pensare, a pensare perché neanche la rana riusciva a imparare ma una bella tedesca dai capelli biondi urlò “aiuto, annego entro trenta secondi” e lui come un cefalo si tuffò nel mare perché in amore bisogna saper galleggiare la riportò a riva e lei aprì gli occhi e disse “mio eroe, mio tritone, son viva” e la spiaggia in coro: prima o poi l’amore arriva. E c’era un barbone senza abitazione aveva solo la televisione mangiava le ghiande come i maiali però teneva novanta canali ma una notte d’inverno che nevicava e Corrado in pelliccia da Gstaad presentava sentì che di freddo di stenti e di affanni era ormai arrivato alla fine dei programmi ed ecco la vide rosa e felice e sorridente, l’annunciatrice che gli annunciava “i nostri programmi riprendon domani” e urlò “si, domani mia splendida diva” e il freddo e la fame già più non sentiva abbiamo trasmesso: prima o poi l’amore arriva C’era un supergenerale di superpolizia arrestava e sparava per difendere, diceva, la democrazia se l’era rinchiusa e portata via ma un giorno in un bliz in un covo sul mare catturò una giovane extraparlamentare e personalmente la volle interrogare e alla fine lo videro che piangeva lei non lo voleva e lui le diceva “non senti il fascino della divisa?” “La divisa è un bijou” lei rispondeva “ma quello che fa schifo è che ci sei dentro tu” lui fece tanti blitz ma non era più lui e non si divertiva e ai suoi carabinieri gridava “At-tenti vigilare, in riga sparategli a vista è un erba cattiva” prima o poi l’amore arriva E c’era un uomo che voleva esser morto perché nella vita tutto gli era andato storto scornacchiato, disoccupato mangiò sei buste di talco borato un chilo di Vim duemila Rim trecento fette di sottilette e arrivò l’ambulanza che già delirava e per spacciato l’avevano dato ed ecco la vide e di colpo sentì un brivido dentro e all’istante guarì com’era carina, la crocerossina che con un sorriso diceva “riposi, è ben fortunato si è proprio salvato stanotte ritorno a provarle la febbre che l’è tutto rosso mi tolga la prego le mani di dosso” ma quello già tutto bruciar si sentiva non era il febbrone era proprio passione e tutto il reparto di urli riempiva “dottore dottore prima o poi l’amore arriva” C’erano due maniaci luridi e laidi che si eccitavano guardando Heidi e un giorno in un parco dove facevano i porci videro due gemelle così belle, così belle che in tre minuti finirono le caramelle e dissero basta con le perversioni si sposarono in chiesa e per testimoni i quattro bruti bruti di più vestiti in cravatta e impermeabile blu e il prete diceva “beato chi lascia la vita lasciva prima o poi l’amore arriva” E c’erano uomini con un lavoro sicuro e donne con case ordinate e una piazza dove le sere d’estate ci si sdraiava insieme ad aspettare un’attesa un qualcosa un altro aspettare e tutte le notti un fantasma appariva e in tutta la piazza tuonar si sentiva “o voi che credete che indifferenti e rassegnati invecchierete, contenti che non c’è una bocca che vi può ferire o una foto sul muro che non vi fa dormire non c’è niente da fare non si può scappare! guardate è dietro! vi guarda goloso chissà da quanto lui vi seguiva vi prenderà! non c’è scampo! vi ha preso! evviva! evviva! prima o poi l’amore arriva Stefano Benni
In questo fine anno imprevedibile, le previsioni del tempo ci consegnano un gelato capodanno, senza specificare che gusti allieteranno la nostra notte. In questo fine anno gelato, mi arrivano delle gustose illuminazioni, frutto di una forzata immersione nella letteratura, data febbre (poca) e rincoglionimento (tanto). In uno di questi momenti di epifania forzata, mi trovavo di fronte alla televisione (accesa, per una volta, anche se spesso mi trovo a osservare lo schermo, spento, inebetito), all'interno della quale danzava e si muoveva sinuosamente quel concentrato di ormoni paurosamente ingombranti di Kylie Minogue, con la sua nuova, ennesima, superhit. Canzoni del genere, pensavo, non dovrebbero essere più trasmesse. Prima di tutto perchè svegliare i sensi di una persona alle 11 del mattino ha effetti deleteri su chiunque si trovi a meno di 200 metri dal malcapitato, e sul malcapitato stesso. Secondo perchè fanno scattare, su soggetti a rischio come il sottoscritto, meccanismi di immedesimazione che portano inevitabilmente a complicazioni di animo. Gente come noi, che mette la propria vita nelle mani di una rock'n roll band finisce per credere ad ogni cosa che il proprio cantante del cuore, o anche qualsiasi menestrello che in quel momento lo colpisca, dice e comunica. Così è portato a credere che Kylie Minogue sia veramente innamorata persa di chissà quale bel principe azzurro (sicuramente giocatore di NBA, ricco, nero, e rapper), e si compiace dei suoi sentimenti, finendo per immedesimarcisi... Salvo poi scoprire che la cantante in questione non ha scritto questa canzone, ma la interpreta. Come dire: ti vendo un'emozione che non è mia. Come dire, ti canto una canzone, che non parla di me. Te la canto per allietare le tue orecchie, usando le parole come suoni, che stanno bene con altri suoni, prodotti da altri strumenti. Te la canto per non farmi dimenticare, perchè il mondo del business e della musica ti schiaccia e ti costringe a sfornare un album ogni due tre anni, altrimenti rischi l'oblio. Te la canto,e te la canterò migliaia di volte, a ogni mio concerto, se farà successo. E interpreterò il tuo amore, il tuo dolore, il tuo rimpianto e la tua attesa, che io non sto provando, che io non proverò o non ho mai provato. Te la canto perchè la musica è leggera proprio per questo; perchè parla con leggerezza;e tutto quello che viene detto se ne va in 4 minuti e 37 secondi di canzone, dal momento in cui la puntina gratta il disco al momento in cui il clown se ne va. Te la canto infine perchè tu hai bisogno di illuderti, e di mangiare delle mie parole. Perchè non sei in grado di sentire, pensare e vivere senza un modello, senza una traccia. Audio. 12月24日 Consigli al Bambino Gesù (e auguri a tutti)Non sforzarti di capirlo, devi solo immaginarlo
Nightmare Before Christmas
Caro Bambino Gesù, giacché hai deciso anche quest’anno di nascere di nuovo sulla terra, perdonami la sfacciataggine, ma vorrei darti qualche consiglio sul posto dove intendi rinnovare la tua presenza tra noi.
Non nascere nella cristiana Europa: ti metterebbero tutto solo davanti alla Tv riempiendoti di popcorn e merendine e ti educherebbero a essere competitivo, a diventare un uomo di potere e di successo, e ad essere un “lupo” per altri bambini semmai africani, latinoamericani o asiatici. TU CHE SEI L’AGNELLO MITE DEL SERVIZIO.
Non nascere nemmeno nel cristiano Nord America: ti insegnerebbero che sei superiore agli altri bambini, che il tempo è denaro, che tutto può essere ridotto a businnes, perfino il creato, che ogni uomo “ha un prezzo” e tutti possono essere comprati e corrotti; e ti eserciterebbero a sparare missili e a fare embarghi che tolgono cibo e medicine ad altri bambini. TU CHE SEI IL PRINCIPE DELLA PACE.
Poi, per carità, evita l’Africa: ti capiterebbe di nascere con l’aids e di morire di dissenteria ancora neonato; oppure di finire profugo in un paese non tuo per scappare a nuove stragi degli innocenti. TU CHE SEI IL SIGNORE DELLA VITA. Evita l’America Latina: finiresti subito bambino di strada oppure ti sfrutterebbero per tagliar canna da zucchero o raccogliere caffé e cacao per i bambini del Nord del mondo, senza mai poter mangiare una sola tavoletta di cioccolato. TU CHE SEI IL SIGNORE DEL CREATO.
Evita anche l’Asia: ti metterebbero “a padrone” lavorando 14 ore al giorno per fare tappeti, oppure scarpe, palloni e giocattoli da regalare... a Natale... ai bambini del Nord del mondo, e tu andresti scalzo e giocheresti a calcio con palloni di carta o di pezza. TU CHE SEI IL PADRONE DEL MONDO.
Ma soprattutto non nascere... di nuovo in Palestina: alcuni di metterebbero un fucile, altri una pietra in mano e ti insegnerebbero a odiare i tuoi fratelli... i figli dello stesso Padre: ebrei, musulmani e cristiani. TU CHE OGNI ANNO SEI INVIATO DAL PADRE PER DARCI IL SUO AMORE MISERICORDIOSO.
O forse... caro Bambino... a pensarci bene... devi proprio rinascere in tutti questi posti, ma non nel cuore dei bambini e dei paesi piccoli e deboli: là ci stai già! Ma nel cuore dei grandi e dei paesi grandi e potenti, perché - come hai fatto tu stesso: un Dio potente che diventa bambino impotente - rinascano anch’essi, piccoli, innocenti e, finalmente... deboli!
E... scusa se ho osato tanto! 12月22日 Sogno (strano)-In un album di foto vengono impresse solo le foto dei momenti felici,ma sono quelli brutti che ti permettono di passare da uno bello all'altro-
Un film del cazzo qualsiasi...
E gli passò di fianco la prima volta. E non osò dire niente. Non voleva interrompere la sua attenzione. Le parole a volte lo distraevano da tutto ciò che c'era di bello nel silenzio e nel pensiero. Non sentì il suo profumo, tanto l'odore di cibo indiano riempiva l'aria. Tutto intorno, la confusione dei sensi e dei suoni non gli permetteva di concentrarsi. Questo era il brutto dei posti affollati, della gente che viene e che va, che ha troppo da dire e poco tempo per farlo. Non sentì il suo profumo, ma già sapeva che ne sarebbe stato inebriato; non dal profumo artificiale di qualche composto chimico creato a uso e consumo del mondo moderno. Ma dal profumo vero, della pelle, che durava da secoli, diverso da persona a persona. Non disse niente. Si limitò a sorridere all'idea di rivolgerle la parola.
La ritrovò poi nel salotto, in un via vai di viaggiatori e camerieri, servitù e nobildonne. Quel posto era il migliore per perdere qualsiasi riferimento, e perdersi nelle lingue, nei modi, nelle genti e nei colori, nei costumi di un Mondo così bello e sfuggevole. Era il posto migliore per dimenticare di avere un pensiero fisso.
Lei stava in un angolo, seduta in una gonna lunga e zingara. Beveva un liquido fumante, da una tazza ambrata, con quel modo di fare che è tipico dei bambini, alla ricerca di un po' di calore e di terpore. Stava per avvicinarsi quando quattro companeros lo circondarono, portando in dote due bottiglie di vino e qualche strumento. "Si comincia" pensò, e la goliardia del momento prese il sopravvento. Ma tra una canzone e l'altra non perdeva l'occasione di poggiare i suoi occhi su quella donna, su quell'angolo. Ne disegnò le forme, ne immaginò il sapore, ne distinse chiaramente ogni piccola piega sotto gli occhi. E mentre lei seguiva il ritmo dei suoni e delle battute, il battito dei cuori e del tempo, sorrideva, come se non ci fosse niente di più naturale e sincero nel mondo. E quando le due bottiglie di vino cominciarono a fare effetto, lui finalmente si decise.
" Buonasera signora, lei non mi conosce e neanche io so il suo nome. Non pretendo ora di saperlo, perchè so che non sarei in grado si apprezzarlo. E se non vorrà dirmelo, lo immaginerò, come il più bel nome che possa immaginare. Non mi presento perchè non è per quello che sono qui. Ci sarà tempo, forse. Sono qui per prometterle che prima o poi mi meriterò uno dei suoi sorrisi. E prima o poi ce ne sarà uno, solo per me, mentre i suoi occhi guarderanno i miei. E le prometto che in quel momento lei sarà in grado di farmi felice. Per un attimo lungo abbastanza". 12月3日 Basterebbe pensare a tutto questo e sorridereShe's probably out fighting the cause.
Looks like you've been fighting the cause too, man. I don't have one. That's the problem. Across the universe (2007)
Ho un anno in più. O forse solo un'ora in più, come l'ora precedente e quella prima ancora. Che il tempo passa e non ha senso contarlo. Sono abbastanza grande da aver smesso di contare gli anni sulle dita delle mani, e anche sulle dita dei piedi, direi. Sono abbastanza grande anche per molte altre cose, e per molte altre ancora.
Sono abbastanza grande da aver visitato più di 20 nazioni della Terra, e aver parlato con persone di più di tre colori diversi. Poche direi.
Sono abbastanza grande da aver giocato a più di quattro sport; e il fatto che mi son piaciuti tutti mi porta a pensare che potrebbero piacermi anche tutti gli altri.
Sono abbastanza adulto anche, da essermi innamorato, illuso, disinnamorato, innamorato ancora migliaia di volte, e senza stancarmi mai. Ho pianto per una donna, forse due, e sono pronto a piangere per altre cento se questo servisse.
Sono abbastanza grande da aver sognato almeno quattro volte di fuggire di casa, per un periodo, una vacanza lunga. Per poi tornare e risognare di scappare.
Sono abbastanza cresciuto poi, da essermi perso, ritrovato, e riperso, per le vie di almeno dieci città diverse del mondo. Abbastanza grande da aver parlato in almeno 5 lingue diverse; che se ci pensiamo sono proprio niente.
Sono abbastanza grande da averle prese, da averle date, da aver incassato e da aver restituito. Da aver litigato con i miei migliori amici, e da essere stato perdonato. Da aver tradito e da essere stato tradito.
Sono abbastanza grande da essermi laureato, ma non abbastanza da non voler più studiare. Sono grande sì, perchè ho già mangiato cinese, cucinato da un cinese, e sushi cucinato da un israeliano. E pizze egiziane, spaghetti americani, e polli fritti cinesi.
Sono abbastanza grande da aver suonato in pubblico, da aver visto un concerto, da aver provato quella sana pelle d'oca delle grandi emozioni. Che mi manca da qualche minuto e già ne sento il bisogno.
Sono vivo da almeno mille bugie, e cinquecento verità, sei canzoni scritte, duemila appunti presi e 100 litri di birra. Pochi direi.
Esisto da almeno cinquanta amici, di quelli che non se ne vanno, e da almeno cinque addii. Sono fortunato, direi.
Vivo da almeno due viaggi della speranza e uno programmato. Da almeno mille capelli caduti ( a grandi linee direi), e tanti rasoi usati.
Sono abbastanza grande da essere morto, risorto, e aver gioito per questo. Ma non abbastanza da non aver paura della morte.
Sono vivo abbastanza da aver passato tante notti in bianco, ma non da non sentir il sonno calante.
Quindi ora come tutti i bambini di 12 anni me ne vado a letto, che c'è ancora tanto da sognare. |
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