Stefano's profileOn the roadPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
October 30 Come una batteria fuori tempo (massimo) Small fry, don't know why
gotta get high - just to love life you are my highs and lows from my head to my toes I said hey la, will I go far? will I go far - cos I love life do you know how I feel? you are my achilles heel... Toploader-Onka's big Moka (e chi altri se no?)
Mi sveglio. Mi riaddormento. Sono già in ritardo ancora prima di toccare il terreno con i piedi. O meglio, sono in ritardo dalla sera prima. In pratica vivo una vita shiftata. Ho il fuso orario di San Pietroburgo. Ecco perchè sembro freddo.
Mi risveglio, mi alzo. Mi vesto in qualche modo e vado a fare colazione. Solita tattica, dormo e aspetto che il latte per osmosi penetri dentro di me. Ultimamente funziona, sarà il clima. Mi alzo da tavolo, mi lavo vado a cambiarmi. Esco. Rientro. Ho sicuramente dimenticato qualcosa. Riesco, senza aver preso niente. Rientro. Ora mi ricordo cosa mi sono dimenticato. Lo prendo e finalmente riesco. Arrivo alla fermata dell'autobus. Solite facce, tutte diverse. Prendo il primo autobus, mi siedo (qui si trova sempre posto). Alla terza fermata sulla sinistra, vicino all'entrata di una casa mi compare un'elefante. Mi chiedo che cosa ci fosse nel latte, ma la visione è talmente veloce che quasi non trovo risposta. Sempre sulla sinistra, dopo la quinta fermata, un pesce volante, stile Big Fish (nel senso grande pesce volante). E' piantato su un palo. Penso a quanto faccia male un palo puntato in pancia. Penso anche che la frittura della sera prima mi abbia fatto realmente male. Non comprerò mai più fritture di pesce alla Denner. Almeno fino a settimana prossima. Arrivo alla fermata del tram. Cambio, roteando le rotule, e mi siedo nella mia nuova culla. In un dormiveglia, tra una fermata e l'altra scorgo in sequenza: una brioche gigante, una farfalla abnorme, un rinoceronte in una vetrina. Sembra felice lui, di stare sottovetro. Io riesco solo a chiedermi se siano tutte visioni, o se questa città sia davvero magnifica. O se io abbia veramente mangiato qualcosa che mi abbia fatto male. La musica nelle orecchie di certo non mi aiuta a focalizzare il problema. Una ragazza mi chiede se ho da accendere: sapessi quanto fuoco avrei io, se sapessi usare intelligentemente congiuntivi e condizionali. Ovviamente vaglielo a spiegare. Credo che il mio gorgoglio non le sia molto chiaro, e allora mi allontano con fare di chi non ha noie, e non le vuole avere. Entro nella porta a giro del dipartimento, passo l'asettico corridoio, saluto il Boss, respiro un po' di etanolo. E capisco. E' troppo tardi. Anche oggi. October 22 Swiss Style part 1Wake up you sleepy head
Put on some clothes, shake up your bed Put another log on the fire for me I've made some breakfast and coffee Look out my window and what do I see A crack in the sky and a hand reaching down to me All the nightmares came today And it looks as though they're here to stay Oh you pretty things Brevi conclusioni alla prima settimana, niente di più, su questo paese così bello. La Natura ha ancora la N maiuscola qua. E fa piacere perdersi nei boschi. Spero solo di trovare sempre caprioli e non ricchioni. Gli svizzeri sono chiusi, l'ho capito da una pubblicità elettorale. Tante mucche bianche e da una parte una mucca nera. E sotto scritto qualcosa tipo: per la nostra Svizzera. Bell'accoglienza. Il cioccolato svizzero è un mistero, non esiste o si nasconde bene. Oppure è un'utopia. Il freddo invece esiste, punge e ti ricorda che il migliore amico dell'uomo è la coperta che sta sopra al tuo letto. E la donna che sta sotto. Non al letto. Alle coperte. Mangiare una banana all'una di notte non è da svizzero. Lo svizzero ha sempre il tempo giusto per fare tutte le cose. Anche le donne svizzere in atteggiamenti amorosi non fanno mai cilecca. Figuriamoci gli uomini. In questa terra tutto è in tempo. Gli unici ritardi, sbagli omicidi, fallimenti, perdite, sono causati da non svizzeri. Sicuramente. Lo svizzero ha un'unica missione. Fare il suo lavoro, portare fuori il cane dopo il lavoro, dormire con la mogliettina dopo il cane, o portare fuori la mogliettina (di qualcun'altro) da casa, e dormire col cane. In entrambi i casi la missione è ovviamente portata a termine con successo. Lo svizzero ha un unico obiettivo. Surclassarti su tutti i fronti. E' di solito bello, alto, e l'orecchino al lobo non gli fa neanche troppo da tamarro. La svizzera ha un unico obiettivo: ammaliarti e ricordarti che tu nn puoi, in quanto non svizzero.Ah la razza pura. Al supermercato in Svizzera tutti hanno già pronti, prima di arrivare alla cassa, i soldi da dare. Io sono l'unico pirla che ferma tutte le file. Quindi non è difficile trovarmi. Ieri ho trovato una macchina per le fotografie rotta. Era chiaramente italiana. Tanto più che una chiave aveva scritto sul muro: " Bossi culo". Dave dovresti ascoltarti David Bowie, quello di Ziggy Stardust e Changes. Lo so che non c'entra niente. Tutto il resto è Svizzera. October 20 Streamings of consciousness" I just saw the woman I'm going to marry. I know it. But I lost her. "
"Oh, tough break. Well, most men have to get married *before* they lose their wives." " I'm gonna spend every day for the rest of my life looking for her. That, or die alone! "
Big Fish, 2003
Se volete perdervi, benvenuti. Attendo suggerimenti per dove trovare questo film... CostruireFrom the moment we enter this live we are in the flow of it. We measure it and We mock it, but we cannot defy it. We cannot even speed it up or slow it down. Or can we? Have we not each experienced the sensation that a beautiful moment seemed to pass to quickly, and wished that we could make it linger? Or felt time slow on a dull day, and wished that we could speed things up a bit.
The illusionist
Davanti alla mia camera attualmente c'è il nulla. Un gran buio. So che prima, qualche ora fa, c'era un bosco. Un bosco in cui al calar della sera mi sono perso. Per l'unica ragione per cui vale la pena perdersi. Che è il ritrovarsi. Ora non sono più tanto sicuro, e ho come la sensazione che perdersi e trovarsi non abbiano alcun senso, e che il bosco davanti alla mia finestra non sia mai esistito. O non esista. Almeno fino a domattina, quando qualche raggio di sole ricreerà l'immagine davanti ai miei occhi.
E' il tempo che passa, il chiaro segno dell'illusione della percezione. Sei unicamente portato a pensare che qualcosa abbia un senso, che qualcosa esista veramente, fino a che la luce non cambia. E lo spazio muta, con il tempo. E in qualche modo si ridisegna, con una mano magica che traccia linee senza che noi ce ne accorgiamo. Una mano, l'unica che è veramente in grado di sapere cosa sarà e se sarà. Non avrò mai la presunzione di conoscere queste trame d'incanto. Nè vorrei che questo disegno prevedesse, adesso, qui, all'angolo della mia scrivania, un libro con la spiegazione dell'evolversi dei casi. Sarebbe, tanto per cambiare, un'illusione...
Perchè anche se non siamo certi, in alcuni casi, del futuro, e in altri brancoliamo nel nulla più totale, quello che ci rende unici, come esseri umani è la facoltà di scegliere. Non abbiamo pennelli per disegnare, ma forbici e gomme per modificare. Piccoli trucchi che ci rendono autori e non semplici ritratti. E allora mi illudo che tutto non sia già stato modellato. Ma che il mio tempo, il mio spazio, sia in continua evoluzione. La mia. October 09 Banalità dell'una di notte Questa è la tua ora, parti, viaggiatore
che ancora molto per te deve accadere. Per anni sui mari ti sei avventurato, seguendo cauto le vie delle tue carte. Quale desiderio rende inquieto il tuo cuore, quale marea ti sta rubando il sonno. Tu che nella tempesta sicuro hai navigato, E' questa l'ora, parti, viaggiatore. Apri le vele ad accogliere il vento che ancora molto per te deve accadere. Cerca la rotta seguendo la corrente verse un'oscura, remota stella. Quale desiderio rende inquieto il tuo cuore, quale marea ti sta rubando il sonno. Senza esitare abbandona il tuo porto, E' questa l'ora, parti, viaggiatore. Angelo Branduardi Sono finalmente uscito dalla terra di mezzo dicevo. E sto bene. Più o meno. La colonna sonora di questo viaggio sono le canzoni di un cantautore particolarmente unico. Un suonatore poliedrico e un cantastorie: quel folletto che di nome fa Angelo mi ha rapito in un pomeriggio di domenica e mi ha lasciato a bocca aperta. Canzoni come il lamento dell'uomo di neve o per ogni matematico sono di una delicatezza incredibile, canzoni d'amore capaci di rendere romantico anche un ramo di un albero, e una panchina. Canzoni che rappresentano per molti scrittori ignoranti o semplici ignoranti un punto a cui tendere, un obiettivo. Io sono un ignorante che vorrebbe scrivere almeno una canzone del genere. Non so che cosa muova queste persone. Se semplice arte o passione superiore, se una vena poetica o un sentimento puro. Fatto sta che sono gli unici che mi provocano inequivocabilmente quel sano senso di invidia che ti sprona a sentire di più, a provare di più, a osare di più. Un cantautore è un maestro di emozioni. Ed è in grado di parlare di sè e di tutti. Forse perchè l'uomo è semplice nelle sue forme più alte del sentire, forse perchè questi uomini hanno una sensibilità talmente ampia da cogliere significati universali. E farmi sentire che si può trovare una risposta ai proprio dubbi in una canzone. "Please don't put your life in the hands, of a rock'n roll band" diceva un vecchio compagno della mia adolescenza. Troppo tardi Natalino...Troppo tardi. October 06 Dichiarazioni lampoHo fatto uso di steroidi, chiedo perdono a tutti, ai miei fans, all'atletica
Marion Jones
Ho fatto uso di stereotipi, chiedo perdono alla mia insegnante di arte e di italiano. E a tutti quelli che mi hanno sentito parlare quando non ero ubriaco.
S.F. New tunes in townHo scoperto che quasi tutto ciò che è stato scritto sull'amore è vero. Shakspeare ha detto: "il viaggio termina quando gli innamorati si incontrano". Ah, che pensiero straordinario! Io non ho mai sperimentato nulla di vagamente simile a questo ma sono più che disposta a credere che a Shakspeare sia accaduto. Credo di pensare all'amore più di quanto in realtà si dovrebbe; resto sempre sbalordita dal potere assoluto che ha di alterare e definire la nostra vita. È stato sempre Shakspeare a scrivere "l'amore è cieco". Ecco, questo so che è vero.
L'amore non va in vacanza
E anche....
Don’t be shocked by tone of my voice Weapon of choice- Fatboy Slim
Hanno aperto una nuova specializzazione in città e già dicono che le iscrizioni siano più numerose di quelle del Grande Fratello. Sarà che non è richiesta alcuna competenza di base, nè alcun titolo di studio preliminare. Sarà che non ci sono più titoli di studio preliminari, o che non ci sono più preliminari. In ogni caso lo sportello per le iscrizioni presenta da tre giorni una coda centometrica. Ci ho provato ieri a capire che cosa stesse succedendo. Eravamo lì, io, M. e A. in attesa che venisse S. che poi non è venuto (chiedo scusa, a volte mi piace chiarire i concetti base); e ci chiedevamo cosa portasse alcune persone a scegliere strade impreviste, a snaturarsi di fronte a ciò che appare naturale e troppo umano. E tutto ad un tratto vedemmo questa coda di gente, che si snodava dall'angolo della strada. Indecisi se seguire un uomo senza collo con una sigaretta ammaliatrice o rifarci sul misterioso scodinzolio ci separammo. Io alla coda, loro al senza collo. Missioni impossibili entrambi. Mi avvicinai con garbo all'ultimo della fila. Un uomo elegante ma senza espressione mi si rivolse subito contro invocandomi di rispettare la fila. Scelsi la via più semplice per eliminare il problema. Il cartone al rene destro. Poco piacevole, ma sempre efficace. Vista la scena, i due appena davanti mi si accostarono e mi scrutarono. Nei loro occhi c'era ancora quella strana non espressione. Umani certamente, nonostante la mia ossessiva visione di X files avesse alterato la percezione della mia realtà. Forse troppo umani. Uno di loro di sicuro rincoglionito, visto che in mano recava l'ultimo romanzo di Charles Bukowski, detto Hank. Non avevo tempo di perdermi in inutili chiacchere. La ballerina di lap dance del locale si sarebbe di certo spazientita della mia prolungata assenza. Decisi allora di parlare. Il che certe volte mi viene molto difficile, e il più delle volte è la mia arma ultima, quella finale, vincente. " Che cercate?", con un accento straniero, toscano direi quasi. " Non ti è difficile scoprirlo, gringo, basta che alzi gli occhi al cielo". In effetti non m'ero accorto che sopra le nostre teste veleggiava un grosso stendardo fosforescente. FACOLTA' di SCELTA. Sono aperte le iscrizioni... Stranito decisi di mettermi in coda, e aspettai. Fino a che il mattino non giunse. E con lui uno strano sapore di alcool sulle labbra. |
|
|