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October 25 News from the skySe sapeste senza ombra di dubbio quello che accadra' domani, che cosa fareste? Non date una risposta affrettata perche' vi assicuro, non è cosi' semplice"
Ultime dal cielo
Da un po' di tempo in piazza e in stazione consegnano una copia del corriere con le anticipazioni del giorno seguente. Una sorta di giornale del giorno dopo, quello che il tuo vicino di casa, rompiscatole e chiuso nei suoi metri quadri di casa, leggerà solo domani mattina, dopo che un corriere gliel'avrà consegnato sulla porta di casa (e tu ci avrai mandato il gatto a pisciarci sopra ovviamente). Non credo sarei così dispiaciuto in questo periodo di sapere che cosa mi capiterà domani; anche solo una sbirciatina, solo per capire se in questa grossa nube riuscirò prima o poi a vedere la luce. Se troverò un modo per fidarmi della gente e di ciò che mi dice, per fidarmi di questo petto che mi fa male, ma che non mi deve preoccupare (andatelo a dire a qualcun'altro, io mi preoccupo e mi incazzo pure). Se riuscirò a sorridere senza invece pensare alle conseguenze di quello che sto facendo (un sorriso, uno solo, disinteressato, non chiedo tanto); se domani mi piegherò in avanti, e invece di perdere tante belle monetine cadenti giù per una grata, per una volta troverò 20 euro per terra. Se dopodomani finalmente riuscirò a guardare più in là del prossimo tramonto, a pensare, e valutare che forse sì, qualcosa è possibile programmare; se inoltre riuscirò a studiare, o almeno a trovare interesse in quello che faccio, e nelle parole vuote che scambio. Se ricomincerò a scrivere, e a svuotare la mente. Se riuscirò a trovare un nuovo contatto con Quello del piano di Sopra. In tutto questo vagare e osservare la gente, non avevo mai capito come fosse bello sapere dove sarai domani e cosa starai facendo... O forse no...sarebbe come rinchiudersi in una prigione. Quanto è lontana New York?
October 05 Post Erasmus Part 1Andai nei boschi perchè volevo vivere con saggezza e profondità....e succhiare tutto il midollo della vita, sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire in punto di morte che non ero vissuto.
L'attimo fuggente
Tempo ne ho per riflettere, anche troppo in questi giorni chiuso in casa. Ritornato da un periodo allucinante mi fermo a fissare le fotografie di questi sei mesi. Le speranze e le incertezze con cui sono partito (tutti uguali,tutti hanno quei pensieri, quando ci si trova davanti un muro), i primi giorni senza capire una parola, i primi amici, le lezioni che iniziano, l'Italia ai mondiali, gli incroci impossibili, il luglio di fuoco e l'agosto di emozioni, e poi questo settembre imprevedibile. Ho chiuso il mio erasmus in una scatola, come nelle mie migliori tradizioni.
Fuori resteranno le persone, che hanno popolato questi sei mesi; la distanza è un problema, ma non insormontabile, e tutto sommato anche San Pietroburgo non è molto lontano. Dentro, in questo cantiere di lavori in corso, resteranno cose che con le parole hanno poco a che fare.
October 02 Incontro con il dottor M.Aveva sofferto abbastanza...
Gilda
Lo vedeva da un paio di mesi, ormai, dalla sua finestra, dalla quale scriveva e scriveva. Passava, dava un'occhiata, ogni tanto faceva un cenno e scompariva dietro l'angolo. Oramai era entrato in pieno titolo nella routine della giornata. E infatti G. non riusciva a fare bene il suo lavoro, prima di vederlo passare, quasi come se quella presenza fosse la campanella che lo attivasse.
Era il nuovo inquilino, e un gran vociferare aveva accompagnato il suo arrivo. La signora L. del piano di sotto aveva ipotizzato la professione medica, per quell'uomo lungo, composto, elegante. Il signor F. aveva una volta scambiato due chiacchere con lui, che diceva di chiamarsi M. Ecco allora che tutti avevano cominciato a parlare del dottor M. A lui il dottor M. non sembrava particolarmente interessante, se non fosse per quella sua metodicità, quel suo passare giornalmente davanti alla sua finestra, quasi a controllare che lui, proprio lui, fosse là dentro. Aveva un incomprensibile charme, e sicuramente donne che gli giravano intorno, pensava G. D'altronde la figura era quella di un uomo ricco e sicuro di sè. Non interessante, ma particolare.
E successe un mattino, che lui si sentisse stanco e spossato, affaticato, quasi tremante; non essendo un assiduo frequentatore dei salotti medici, non sapeva achi rivolgersi; e gli venne in mente che forse poteva chiedere a quell'uomo, un consiglio, che lui comunque qualcosa ne avrebbe saputo, se lo sentiva.
E lo incrociò nell'atrio del palazzo: " Salve signor M, dottore mi scusi". Garbatamente lui gli rispose: "Sì signor G.che cos'ha?". E spiegandogli i sintomi G. vide il sorriso che si affacciava sulla faccia del vicino, e si rassicurò. C'era qualcosa in quell'uomo che aveva di fronte, un non so che di carismatico.
E si stupì di sentirsi sicuro anche quando il dottore gli rispose: " Non è ancora il tuo momento".
Ho preso la botta, aspetto le conseguenze, spero non ci siano. Sono giù, molto. |
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